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Per il sindaco Zattini una diga tira l’altra

L’idea di una seconda diga per soddisfare la grande sete della Romagna già circolava all’inizio della scorsa estate

Di Franco D'Emilio Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 5 novembre 2026
Per il sindaco Zattini una diga tira l’altra

Il cambiamento climatico mette a rischio la sete della Romagna con estati sempre più torride, lunghi periodi di siccità e minori precipitazioni nevose e piovose? Beh, dove e quale è mai il problema? Ci pensa Zattini, sindaco di Forlì, con la genialata di una soluzione così semplicistica da risultare quasi lapalissiana: facciamo un’altra diga che affianchi quella esistente di Ridracoli.

Soluzione scontata che in modo banale riduce la problematica complessa delle risorse idriche sul territorio, eludendo soprattutto la necessità, sempre più attuale, della loro diversificazione e allocazione. Se Mosè separava le acque, il sindaco Zattini, certo non di pari profilo profetico e patriarcale, preferisce, invece, raccoglierle tutte sino all’ultimo rigagnolo o pisciatina, fluente sul nostro Appennino, per convogliarle nel grande invaso di una nuova diga, mutando così, ancora una volta, l’assetto idrogeologico del territorio interessato.

L’idea di una seconda diga per soddisfare la grande sete della Romagna già circolava all’inizio della trascorsa estate e subito aveva fatto rizzare le orecchie allarmate e i capelli impauriti al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, già comprendente la Diga di Ridracoli, ora, guarda caso, insufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico romagnolo a seguito del cambiamento climatico che in questi giorni ha ridotto di un terzo il suo riempimento.

Dunque, quasi che, come niente fosse, una diga tira l’altra, il sindaco Zattini, in posa casual, vista lago di Ridracoli, lancia la necessità di un’altra diga, chiamiamola pure diga bis come “qualcosa di straordinario che diventi strutturale” per il quale “dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e cominciare a programmare un percorso serio e partecipato, con Romagna Acque ma non solo”. Ma pensa te, nemmeno il tempo di considerare l’opportunità, i pro e i contro della diga bis, e già si tira la volata al coinvolgimento di Romagna Acque nella nuova grande impresa!

Al nostro Zattini non manca la premura giustificativa del buon padre di famiglia: “È un ragionamento che va fatto pensando al domani, alle future generazioni… andando oltre i pregiudizi e le previsioni catastrofiche”. Al sindaco Zattini non manca il piglio, quasi manzoniano, dell’amministratore per il quale “questa diga s’ha da fare” perché “La realizzazione di un nuovo invaso romagnolo è una delle priorità e delle linee d’azione condivise in Romagna Next, il percorso di pianificazione strategica interprovinciale che ha unito Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna e tutti i Comuni del crinale. … lo abbiamo messo nero su bianco”.

Dunque, tutto deciso perché già scritto. Inutile chiedere dove s’intenda costruire la nuova diga? Vano chiedere quale tratto appenninico si voglia ora depauperare per altra cattura idrica? Superfluo chiedere il motivo del totale disinteressamento per l’allocazione lungo la costa romagnola di efficienti dissalatori, fra l’altro sempre meno costosi nel loro esercizio? Forse troppo banale chiedere quanto si sia fatto e si faccia contro la dispersione delle reti idriche distributive in Romagna? Infine, inopportuno considerare la diversità tra le ragioni della Diga di Ridracoli e quelle attuali della possibile, nuova diga?

Certo, la tempistica non manca e insospettisce. Appena il 26 ottobre scorso a Predappio l’opposizione di sinistra del gruppo Predappio Futura ha organizzato un incontro con Romagna Acque sul tema del fabbisogno idrico, non più assicurato pienamente dalla Diga di Ridracoli, tanto da prospettare un ricorso al prelievo di acqua dal fiume Rabbi; poi, due giorni fa, davvero a fagiolo, Irene Priolo (PD) assessora regionale dell’Emilia Romagna ha lanciato l’allarme della Diga di Ridracoli, di un terzo sotto il livello ottimale. 

Adesso, zac, subito a ruota il sindaco Zattini con la proposta ad hoc della diga bis per il bene delle future generazioni e dei nostri amati nipoti! Qualcosa non convince in questo comune abbraccio acquaiolo tra sinistra e centrodestra. Intanto, consiglierei alla festaiola assessora forlivese Andrea Cintorino, preposta anche a Romagna Next, percorso di pianificazione entro il quale pare previsto il nuovo invaso idrico, di organizzare cicli di danza della pioggia e corsi di rabdomanzia per la ricerca dell’acqua sotterranea: chissà che senza troppi danni all’ambiente si cavi qualche goccia d’acqua in più! 

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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