Lo dichiaro apertamente senza l’ipocrisia di tanti se e tanti ma, senza la maligna faziosità ideologica di tanti distinguo, solo puttanate contro la sicurezza, l’onestà, il rispetto della legge della stragrande maggioranza dei cittadini. Youssef Sehir, terribile e assurdo provvedimento a scapito dell’intelligenza e del buon senso degli italiani, è stato rimesso in libertà, dopo appena quattro giorni di sole a scacchi nel carcere milanese di San Vittore.
Un giudice, fra l’altro noto come sostenitore proPal, lo ha liberato, ritenendolo solo un “disubbidiente civile” col pieno diritto ad esternare il proprio dissenso critico nel rispetto dei principi costituzionali. Dunque, soltanto un disubbidiente civile, nonostante, quale amministratore del canale Telegram “Movimento 17 Ottobre”, abbia giustificato la rivolta, la follia di mettere a ferro e fuoco Milano.
Me ne fotto del politicamente corretto, ma, come tanti, ho disprezzato la rischiosa liberazione di questo “agit pro” islamico, davvero iconico nella sua spavalda vigliaccheria levantina di accendere le polveri e nascondersi dietro la manovalanza violenta degli idioti maranza. Non sempre, intendo sotto il profilo umano, morale e civile, vale la pena la fermezza garantista: si rischia, come nel caso di Youssef Sehir, di creare un pericoloso precedente, magari giustificativo di analoghe vicende di prossimi, esaltati profeti della panislamizzazione.
Stando ai fatti a suo carico, chiaramente espressivi di intenti eversivi dell’ordine democratico e delle nostre istituzioni, Youssef Sehir l’avrei lasciato in carcere e gettato le chiavi nell’attesa di un esemplare processo. Che si tratti di disubbidienza civile o eversione, gli eccessi contro legge vanno puniti e scontati: diversamente con l’indulgenza, interpretativa di fumose, infide giustificazioni giuridiche, piegate, magari, alla faziosa ideologia della sinistra, si tradisce l’onestà, il vivere civile, la ragione cristallina del giusto sull’ingiusto.
Solitamente, ai disubbidienti non ha mai fatto e non fa male ricevere educativi sganassoni: anche al “disubbidiente civile” Youssef Sehir non farebbe male provare il costo di aver tradito e morso la mano samaritana dell’Italia che ha accolto e garantito un futuro alla sua famiglia.
Franco D’Emilio