Il Comune di Forlì guarda già alla fase che si apre dopo l’accordo con Electrolux, firmato da poche ore. «È un punto di partenza», commenta il sindaco Gian Luca Zattini. «Adesso la parola passa ai lavoratori, i veri protagonisti di questa vicenda. Per quanto riguarda il Comune di Forlì, non abbasseremo la guardia. Vigileremo, confrontandoci con i sindacati, affinché gli impegni presi dall’azienda vengano rispettati e si tutelino i lavoratori».
Il primo cittadino ripercorre poi il cammino compiuto dall’inizio della vertenza. «Se ci guardiamo indietro, certamente sono stati fatti dei grossi passi in avanti. Solo a Forlì, inizialmente erano previsti quasi 300 esuberi. Oggi parliamo di 194 unità complessive, con importanti incentivi all’esodo, uscite volontarie, accompagnamenti alla pensione e ricollocazioni puntuali».
A questo si aggiungono gli investimenti garantiti dalla multinazionale svedese: 15 milioni in tre anni per raggiungere obiettivi industriali importanti e mantenere la strategicità produttiva del sito di viale Bologna. «Rispetto agli inizi, dunque, lo scenario è notevolmente cambiato», osserva Zattini, che però frena sugli entusiasmi: «Ciò non significa che la partita sia stata vinta senza sacrifici. Ci sono ancora 194 persone che rischiano il posto di lavoro. E quando si parla di licenziamenti i numeri non contano, è sempre una sconfitta perché dietro a ogni esubero ci sono le famiglie, un capitale umano di inestimabile valore».
Ora, secondo il sindaco, si apre un passaggio delicato. «Sarà necessario stare vigili e ancora una volta uniti per fare in modo che gli accordi presi vengano rispettati, che gli investimenti annunciati vengano messi a terra e che le persone coinvolte dall’accordo sugli esuberi siano accompagnate dignitosamente verso un nuovo inizio».
Zattini assicura che il Comune di Forlì non farà mancare il proprio sostegno ai lavoratori di Electrolux, ai sindacati, «che con grande determinazione e resistenza hanno portato a casa un risultato importante», al Governo, alla Regione e a tutte le istituzioni coinvolte nella vertenza, che hanno fatto fronte comune «contro quella che si preannunciava una tragedia dal destino già scritto». Il sindaco rivendica infine il metodo seguito: «Insieme, alzando la voce quando si è reso necessario e stando sempre al tavolo delle trattative, abbiamo fatto la differenza. Anche questo, sotto un altro profilo, è un buon risultato».