L’allarme lanciato dalla Regione Emilia-Romagna sui livelli dell’invaso di Ridracoli, sceso a un terzo della sua capacità idrica complessiva, riapre con forza il dibattito sull’approvvigionamento idrico nel territorio romagnolo. A intervenire con decisione è il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, che chiede di trasformare la realizzazione di un nuovo bacino idrico in una priorità d’agenda condivisa a tutti i livelli istituzionali.
«Arrivati a questo punto, ritengo che la realizzazione di un nuovo invaso debba scavalcare l’agenda di tutti, diventando la priorità di chi governa a tutti i livelli i nostri territori», dichiara il primo cittadino forlivese, richiamando l’appello già rivolto la scorsa estate a tutti gli attori istituzionali della Romagna per pianificare un’opera capace di rispondere ai bisogni idrici dei prossimi cinquant’anni.
La combinazione di estati sempre più calde, prolungati periodi di siccità e un calo drastico delle precipitazioni impone, secondo Zattini, un cambio di passo netto: «Diventa necessario andare oltre i tradizionali interventi di diversificazione delle fonti. Bisogna pensare a qualcosa di straordinario che diventi strutturale; una nuova diga, capace di raddoppiare le scorte idriche e soddisfare la sete della Romagna».
Un piano che guarda al futuro e che richiama la visione che decenni fa portò alla nascita della diga di Ridracoli. «È un ragionamento che va fatto pensando al domani, alle future generazioni – prosegue il sindaco –. Allo stesso modo in cui venne progettata Ridracoli, andando oltre i pregiudizi e le previsioni catastrofiche, dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e cominciare a programmare un percorso serio e partecipato, con Romagna Acque ma non solo. Lo ritengo un atto di responsabilità verso i nostri pronipoti e le comunità future».
Zattini evidenzia infine come la proposta non parta da zero, trovando già riscontro negli atti programmatici del territorio: «La realizzazione di un nuovo invaso romagnolo è una delle priorità e delle linee d’azione condivise in Romagna Next, il percorso di pianificazione strategica interprovinciale che ha unito Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna e tutti i Comuni del crinale. Nel documento di lavoro promosso dai sindaci dei quattro capoluoghi lo abbiamo messo nero su bianco: l’aumento della capacità di stoccaggio della risorsa idrica era ed è una priorità assoluta per chi governa questi territori».