A Forlì la dialettica del confronto politico manca due volte: innanzitutto, manca o, perlomeno, è ridotta al minimo quella contrapposta tra maggioranza ed opposizione; poi, manca quella interna, costruttivamente critica entro la stessa maggioranza. L’attuale maggioranza di centrodestra al governo della città non brilla e, per dirla alla latina, s’impegna sul domani forlivese quasi con il rispetto che “spero, prometto e giuro vogliono soltanto l’infinito futuro”. Inoltre, raramente la sinistra forlivese, ancora di più il Partito Democratico batte un colpo, scuotendosi dalla condizione di permanente narcolessia, causa, si sa, di quanto anche un’opposizione che dorma non prenda mai pesci.
Per esemplificare, riprendo, ne ho scritto ieri su queste stesse pagine (https://www.4live.it/2026/08/un-sigillo-per-un-pallone-sgonfio-il-paradosso-estivo-di-zattini/), la proposta del sindaco Zattini in data 7 agosto di attribuire la massima onorificenza del Sigillo di Caterina Sforza al presidente del Calcio Forlì, Gianfranco Cappelli. Ebbene, a tutt’oggi, nessuno che dalla maggioranza e/o dall’opposizione, pur nella diversità del suo ruolo politico, abbia pubblicamente condiviso o no la decisione del primo Cittadino, magari avanzando, al riguardo, osservazioni o critiche.
Dal 7 agosto ad oggi la proposta del Sigillo di Caterina Sforza a Gianfranco Cappelli sembra star bene a tutti: al centrodestra come, in questo caso, al muto complice centrosinistra, ora pro nobis, tristemente accumunati da due calci al solito pallone italico.
Con questo piattume politico confligge fortunatamente l’avvocato forlivese Luca Pestelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che, nella piena consapevolezza e coerenza del proprio ruolo istituzionale e di quello di oppositore della sinistra alla guida della regione dell’Emilia-Romagna, ha in questi giorni pubblicamente criticato, anzi deplorato l’attribuzione di un “premio di risultato” di oltre 28.000 euro a Tiziano Carradori, direttore generale dell’Ausl Romagna. Questo premio, ufficialmente per aver conseguito il “raggiungimento degli obiettivi” fissati, come indicato nell’apposita delibera regionale 1405/2026.
Ma, quali mai questi lautamente ripagati obiettivi raggiunti, validamente positivi, se tali sono, come presuppone l’intelligenza di ogni cittadino? Nessuno, nisba, proprio nessun obiettivo positivo, mai raggiunto dal direttore generale Tiziano Carradori, che possa giustificare un sostanzioso fuori busta di oltre 28.000 euro, concesso tanto inavvedutamente, magari al pari di un Sigillo di Caterina Sforza. Così, pane al pane, vino al vino, quasi nei toni di una stringente arringa, ha tutto dichiarato e dimostrato efficacemente il consigliere Luca Pestelli (FdI), davvero presente nel suo ruolo di rappresentante dell’opposizione in regione.
Non solo, ma perché mai, addirittura, ha giustamente insistito Pestelli, premiare chi, alla massima responsabilità amministrativa dell’Ausl Romagna, ha chiuso il bilancio 2025 della stessa azienda con un disavanzo, mica bruscolini, di ben 17,9 milioni di euro, quindi le uscite dominanti sui ricavi? Ha ragione Pestelli: si premia la perdita, lo sconquasso finanziario, alla faccia e, cosa più grave, a spese dei cittadini, peggio ancora se malati.
L’avvocato Pestelli, consigliere d’opposizione, non lo dice, ma legittimamente solletica il pensiero altrui alla conclusione che in un’azienda privata chiunque responsabile di simile flop non sarebbe premiato, ma per un orecchio accompagnato e messo alla porta. Luca Pestelli dimostra e restituisce dignità a tutta la politica, ancora di più al ruolo dell’opposizione: un buon esempio per quanti, soprattutto a Forlì, a destra come a sinistra, negli ultimi tempi s’impegnano in politica, ma meglio farebbero a darsi all’ippica!
Franco D’Emilio