Ferragosto è trascorso, a Predappio e Fiumana miseramente tra cena con tombolone e tagliatelle. Che noia! Evidentemente poca fantasia, solo scarsa e trita iniziativa, soprattutto nessuna capacità innovativa da parte degli organizzatori, tanto da proporre due serate, entrambe all’insegna di un usuale “spacchiamoci i maroni” con la scontata banalità.
Lo scorso 12 agosto a Predappio Alta, alta solo per il suo rilievo altimetrico, non per l’elevatezza delle sue idee, appena una cena a pagamento, nel prezzo però compresa (grasso che cola!), una bottiglietta d’acqua, della locale Pro Loco, seguita dal brivido dell’azzardo di un eccezionale, si fa per dire, tombolone in piazza, patetica anticipazione ferragostana della tradizionale tombola, perlopiù natalizia.
Il giorno successivo, appunto il 13, numero solitamente auspice di novità e buona fortuna, a Fiumana nulla di diverso ed oltre dalla solita proposta di un’abbuffata di sugose tagliatelle (sai che novità!), per quanti sotto Ferragosto avrebbero preferito, invece, osare il piacere di nuovi sapori. Speriamo che tale miseruccia offerta culinaria fiumanese non sia stata determinata dalla necessità di smaltire l’avanzo residuo, in senso “resistenziale”, di una pastasciutta o tagliatellata antifascista, recentemente svoltasi in zona: “Ora e sempre Resistenza! Meglio a stomaco pieno!”
Ai Predappiesi Alti, tuttavia, perché davvero volino alti nella loro tradizione identitaria, nella loro memoria storica, l’invito per il prossimo anno a proporre perlomeno la coraggiosa iniziativa ferragostana del tombolone fascista nel rispetto della smorfia. I numeri fondamentali ci sono tutti: 80 è il Fascismo; 52 Mussolini; 35 il fascista; 56 la caduta del Fascismo. Ambo perfetto: 6 il manganello e 20 le manganellate; Terno secco: 3, la camicia, con 83, il colore nero, e 54, il fez. Chi ha orecchie e fiuto intenda! Diversamente, solamente tanta noia e il rimpianto ferragostano di non poter fuggire lontano da Predappio e Fiumana.
Franco D’Emilio