Lo dico senza se e senza ma: la recente proposta di Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì, di attribuire al presidente del Forlì Calcio, Gianfranco Cappelli, il Sigillo di Caterina Sforza è veramente incauta, esagerata, degna solo di essere cestinata. Per carità, nessuna precostituita ostilità sul piano umano e sportivo al presidente Cappelli, ma soltanto avversione, legittima perché fondata, alla sopravvalutazione del suo ruolo di dirigente sportivo, sinora palesemente privo di risultati eccelsi e di significativa ricaduta sullo sport forlivese, quindi, immeritevole della massima onorificenza civica forlivese.
Certo, dal 2011 l’importante riconoscimento viene conferito direttamente dal Primo Cittadino di Forlì, onorando personalità italiane e straniere, distintesi in campo culturale, artistico, istituzionale, anche con tanto lustro per la nostra città. Ogni designazione, però, non può davvero prescindere dal requisito della maggiore ampiezza valoriale possibile, condivisa e partecipata dai cittadini tutti, in questo caso tifosi e no del Forlì Calcio.
In tutta evidenza, la proposta del sindaco Zattini sembra volersi accattivare più il tifo calcistico forlivese che un esteso, concorde consenso della città, dunque pare sospinta da un esplicito, ristretto intento propagandistico, prevalente su quello istituzionale, culturale che, invece, dovrebbe l’unico metro di attribuzione del Sigillo di Caterina Sforza. Scorrendo le personalità, finora insignite dall’alta onorificenza forlivese, troviamo eccellenti nomi del mondo artistico, musicale e teatrale oppure della ricerca scientifica o, ancora, dello sport di elevata caratura o, infine, della grande marineria italiana dell’Amerigo Vespucci.
Insomma, intendo, giusto per fare qualche nome, Francesco Guccini, Wilma Vernocchi, Sauro Succi, Franca Valeri, Pallacanestro Forlì, Steve McCurry, Gianfranco Brunelli, tutti personaggi o associazioni sportive di particolare rilievo, ciascuno nel proprio campo testimone di tanto impegno, tanta innovazione. Gianfranco Cappelli non risulta pari o abbastanza prossimo a quanti già illustri insigniti. Il Forlì Calcio è una squadra decorosa di alterne vicende, ora su ora giù, a volte nelle sue prestazioni migliori solo un’ottima squadra di scapoli o ammogliati: eppure, espressione di una città di quasi 119 mila abitanti.
Capirei un’alta onorificenza al Cesena Calcio, protagonista di tanta storia esemplare del calcio romagnolo; capirei che altrove si onorassero il Frosinone Calcio o il Sassuolo Calcio, tenaci e fattivi club calcistici, seppur espressivi di piccole comunità cittadine, appena 42817 i frusinati e 41162 i sassolesi. La proposta di Zattini per il Sigillo di Caterina Sforza al Presidente del Forlì Calcio non sta minimamente in piedi, risulta solo un paradosso, conseguenza d’insolazione in questa torrida estate.
Dopo il flop della candidatura di Forlì a capitale italiana della cultura il sindaco Zattini ha pensato di illudere i cittadini non più con un nuovo coniglio bianco, ma con un pallone fuori dal suo magico cilindro. Peccato che sia un pallone modesto e sgonfio, immeritevole del Sigillo di Caterina Sforza.
Franco D’Emilio