Spostare la stazione di conversione elettrica della Dorsale Adriatica da San Pietro in Campiano a Durazzanino? Per i residenti del Forlivese è un’ipotesi inaccettabile. Il Comitato Cittadino di Poggio, Malmissole e Durazzanino, insieme al Comitato del Basso Forese, ha espresso oggi netta contrarietà alle recenti posizioni di alcuni comitati di Ravenna che, nel respingere il progetto di Terna nel territorio ravennate, hanno proposto di trasferire l’opera proprio a Durazzanino.
I due comitati rifiutano la logica dello scaricabarile tra comunità vicine e si oppongono all’idea che la zona diventi la “discarica energetica” della Romagna. Secondo i residenti, le frazioni di Poggio, Malmissole e Durazzanino sostengono già un peso infrastrutturale e ambientale sproporzionato, frutto di una saturazione industriale a ridosso delle abitazioni.
Oltre alla stazione elettrica Terna e all’impianto di biometano, sull’area gravano tre possibili impianti di accumulo a batterie al litio: uno da 100 MW a Malmissole, uno da 50 MW a Poggio e uno da 120 MW a Durazzanino, quest’ultimo situato a soli 10 metri dal bruciatore del biometano di via Oraziana.
Da qui la richiesta ai Comuni di Forlì e di Ravenna, alle istituzioni locali e a quelle regionali di fare fronte compatto per tutelare i residenti. Per i comitati la transizione energetica deve avvenire con equità territoriale e non può calpestare la sicurezza, la salute e la dignità dei cittadini e delle comunità più vulnerabili.
I motivi del rifiuto, sottolineano, restano chiari e non negoziabili: il forte consumo di suolo, la tutela del territorio agricolo, i rischi idrogeologici e i pericoli per la salute e la sicurezza pubblica, gli stessi fattori che hanno spinto i cittadini di San Pietro in Campiano a opporsi all’infrastruttura. La mobilitazione dei comitati, assicurano, proseguirà in modo compatto e determinato su tutti i fronti.