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Electrolux, accordo sugli esuberi: a Forlì ne restano 194. Forza Italia: «Vigileremo»

Electrolux, accordo al Ministero: a Forlì 194 esuberi. Previsti investimenti e rilancio produttivo

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 4 novembre 2026
Electrolux, accordo sugli esuberi: a Forlì ne restano 194. Forza Italia: «Vigileremo»

Si chiude con una riduzione significativa dei licenziamenti annunciati, ma con ancora pesanti ricadute occupazionali per lo stabilimento di Forlì, la vertenza Electrolux. Dopo due giorni di trattative, nella notte si è raggiunta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un’ipotesi di accordo sul futuro del gruppo, al centro della crisi aperta lo scorso 11 maggio con la presentazione di un piano industriale che prevedeva 1.719 esuberi, la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, e un taglio del 30% della produzione.

L’intesa riduce a 902 le uscite previste a livello nazionale, che saranno gestite attraverso incentivi volontari all’esodo. Un risultato accompagnato da una revisione al rialzo dei programmi produttivi: i volumi complessivi dei quattro stabilimenti italiani, a regime, dovrebbero infatti aumentare del 30% rispetto alle previsioni iniziali dell’azienda.

Per il sito di Forlì sono stati confermati futuri investimenti e prospettato un rafforzamento della produzione, elementi che potrebbero aprire una fase di sviluppo e rilancio. Resta tuttavia consistente il problema occupazionale: le eccedenze indicate per lo stabilimento forlivese sono almeno 194, rispetto ai 222 esuberi inizialmente previsti.

A intervenire sull’accordo sono i rappresentanti di Forza Italia di Forlì, che in una nota congiunta sottolineano il risultato raggiunto, pur richiamando la necessità di vigilare sulle modalità di gestione delle uscite. «Come partito avevamo rispedito al mittente l’iniziale piano dell’azienda presentato a maggio, definendolo irricevibile perché considerato una mera anticamera di un processo di deindustrializzazione. Ritenevamo necessario modificarlo radicalmente. Per il sito forlivese sono stati confermati investimenti e prospettato un rafforzamento produttivo, che dovrebbero garantire una fase di sviluppo e rilancio», affermano i consiglieri comunali Giulia Versari e Alberto Gentili, il responsabile dell’organizzazione della Romagna Joseph Catalano, l’assessore comunale Giuseppe Petetta e la coordinatrice comunale Barbara Semeraro.

«Per Forlì resta però l’annuncio di almeno 194 eccedenze occupazionali. Vigileremo affinché le eventuali uscite, sempre su base volontaria, siano accompagnate da incentivi economici, percorsi di accompagnamento alla pensione, ricollocazioni interne, riqualificazione professionale e utilizzo degli ammortizzatori sociali», aggiungono gli esponenti di Forza Italia.

Nel loro intervento viene riconosciuto anche il ruolo della mobilitazione territoriale sviluppata durante i sei mesi di vertenza. «L’attenzione e la mobilitazione dell’intero territorio forlivese sono state fondamentali per raggiungere l’ipotesi di accordo siglata al tavolo ministeriale. La nostra parlamentare Rosaria Tassinari si è attivata fin da subito a tutela dello stabilimento forlivese e dell’intera rete produttiva».

La fase successiva, secondo Forza Italia, dovrà concentrarsi sulla tenuta industriale del territorio e sulla tutela del settore degli elettrodomestici, sottoposto alla pressione della concorrenza asiatica e all’aumento dei costi energetici. «Adesso si tratta di sostenere un piano di transizione che mantenga il radicamento industriale della produzione a Forlì e negli altri territori interessati e tuteli in Italia un comparto che rappresenta uno dei pilastri storici e strategici della nostra manifattura», concludono i rappresentanti del partito.

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