Sto ai dati, diffusi trionfalmente dal vicesindaco forlivese Bongiorno, spacciando per un successo come pochi il manifesto fiasco estivo dei cosiddetti “Mercoledì del Cuore”. Dunque, 18.000 striminzite presenze complessive nelle sei serate realizzate, tenuto conto che il settimo mercoledì del 9 settembre non si è svolto per il maltempo, forse provvidenziale per ispirazione divina, non più paziente. A tutto c’è una misura, tanto più nei giudizi in Alto Loco, soprattutto quando sulla Terra, a Forlì, si finge e si raccontano bufale.
Tornando ai dati, appena 3.000 presenzucce in ciascuno dei sei Mercoledì del Cuore, più o meno quelli di una festa parrocchiale, sicuramente molto meno di una sentita festa patronale. Tuttavia, attenzione, l’audacia trionfalistica e celebrativa del vicesindaco bilancia incautamente e sfacciatamente la pochezza partecipativa delle persone in carne e ossa con l’annuncio roboante che i Mercoledì del Cuore abbiano registrato oltre un milione di visualizzazioni sui social, tra Facebook e Instagram.
La matematica, però, non è un’opinione, per cui registriamo soltanto un modestissimo 1,6% di presenze materiali, autentico tracollo, a fronte di un milione di visualizzatori sui social, alla stragrande maggioranza dei quali evidentemente è bastato vedere in rete cosa mai fossero questi Mercoledì del Cuore per convincersi quanto convenisse fare tutt’altra cosa che perder tempo nel solito sudaticcio happening estivo in piazza Saffi.
E questo flop, nonostante nei Mercoledì del Cuore fossero previsti ben 175 eventi tra musica, spettacoli, cultura, sport e i ricorrenti, usuali, barbosi mercatini e iniziative per le famiglie.
Il risultato uno solo, incontestabile: gli organizzatori comunali, poveretti, hanno fatto tantissimo senza nemmeno cavare un ragno dal buco! Eppure, incredibile questa resta ostinatamente e vanamente una via della rinascita del centro storico: tante mendaci visualizzazioni e like sui social, ma scarso riscontro, fisicamente partecipativo dei cittadini.
Franco D’Emilio