Perché stupirsi? Anche a Forlì sono ormai da tempo di casa i cinesi, globe trotter per ogni dove, con i loro bar, i loro ristoranti, le loro rosticcerie “take away” dagli inconfondibili sapori dolciastri e odori di fritto rifritto, infine con i loro negozi, negozietti e supermercati a basso costo di merci, altrove introvabili.
A Forlì la Cina è stabilmente sotto casa, non più “La Cina è vicina”, film del 1967 di Marco Bellocchio e, sempre nella nostra città, non è magari difficile trovare chi racconti la barzelletta del carabiniere e del cinese in coma, appunto come nell’omonimo film di Carlo Verdone (2000).
Dove mai, allora, lo scoop a Forlì del giovane giramondo cinese Bowen Gu, ventiquattrenne di Shangai, studente di architettura a Nanchino, per un anno in Italia presso il prestigioso Politecnico di Milano? No, di certo questa non è una notiziona. Forse, perché appositamente giunto nella nostra città per appagare la sua conoscenza dell’architettura razionalista forlivese? No, pure questo consolidato ed esteso interesse culturale per l’arte del Ventennio a Forlì non costituisce più una novità.
Fa, invece, scoop lo studente cinese Bowen Gu, non solo appositamente a Forlì per ammirare dal vivo i famosi Mosaici del Volo, ma, addirittura, turista-visitatore in fortunato (?), casuale (?), esclusivo rendez-vous, guarda la coincidenza, con l’accompagnamento dell’assessore alla cultura Vincenzo Bongiorno e la guida del professore Umberto Pasqui, onnipresente storico locale.
Tutto questo, gatta ci cova, efficacemente a puntino, appena pochi giorni dopo l’ennesima intervista del medesimo assessore, celebrazione ossimorica dei suoi minimamente immensi risultati per la cultura forlivese, tra questi anche la recente riapertura al pubblico, pure al riguardo la cosa cade a fagiolo, dei Mosaici del Volo.
Il dubbio resta: troppo tempismo in questa inaspettata visita dello studente cinese, tanto provvidenziale al momento giusto per l’assessore Bongiorno, tale da occupare ancora la cronaca locale. Un bel colpo di teatro? Trovo più apprezzabile e intelligente la barzelletta del carabiniere e del cinese in coma nel film di Carlo Verdone.
Franco D’Emilio