Povera Caterina Sforza, solo a parole padrona di Forlì, ma nella realtà attuale, invece, misera vittima del principe municipale e della sua servitù. Vilipeso il suo sigillo, massima onorificenza della città, adesso patacca attribuibile a qualunque pulce che abbia la tosse. Ancora viva, poi, sulle mura della sua rocca la beffa dell’ingannevole pubblicità luminosa, vanamente celebrativa dei “Sentieri della Bellezza” di Forlì, tanto ambiziosamente candidata a capitale della cultura per essere sonoramente bocciata a causa della propria incapacità ad evitare il mare tra il dire e il fare.
Adesso, in metropolitana verso Circo Massimo ho letto del gran casino in via Caterina Sforza e dintorni, per oltre un anno di lavori, tra fogne, rete idrica, rete del gas e altri accidenti. Certo, lavori necessari in sostituzione di infrastrutture obsolete, ma, perlomeno, il principe municipale con il suo ciambellano e gli altri maggiordomi di corte avrebbe potuto predisporre qualche luminaria natalizia in meno, qualche cardiopatico, estivo “Mercoledì del Cuore” in meno e qualche festa, ballo o abbuffata piazzaiola in meno per risarcire, anche in piccola parte, i commercianti di via Caterina Sforza, tanto penalizzati dalle opere in corso.
Purtroppo, a Forlì la previdenza non è virtù principesca ed è inevitabile che desertificazione commerciale del centro storico siano pure addebitabili all’improvvida condotta del principe, a spese della vita, del lavoro, del commercio cittadino, magari, in questo caso, quello di via Caterina Sforza. In questa stessa strada, costretto alla chiusura anticipata, anche il forno dei signori Marco Casamenti e Cristina Ravaioli: Prossimo ai 60 anni chiude lo storico panificio e, poco sotto il titolo, “Non era così che avremmo voluto porre fine alla nostra attività, in anticipo sul traguardo del sessantesimo, e questo a causa di un’Amministrazione comunale poco attenta e incurante del lavoro altrui.”
Ho abitato per alcuni anni in via Leone Cobelli, ricorrendo quotidianamente all’acquisto del pane e altro al forno Casamenti, vero spazio della panificazione di alta qualità. Artigiani del pane, davvero competenti e sempre prodighi di buoni consigli, ma pure persone di grande, cordiale accoglienza dei clienti, nel segno della bonarietà romagnola.
Ne ricordo anche la generosità verso chi in difficoltà: generosità sempre discreta, come sanno fare i veri “Signori”. Il forno di Marco e Cristina, quindi, chiude anticipatamente, messo in difficoltà dal calcolo delle vendite, a seguito dei lavori in corso, invasivi dell’intera via Caterina Sforza.
Nemmeno la soddisfazione di festeggiare i 60 anni di attività, quale locale storico della panetteria forlivese! Eppure, con la qualità del loro lungo lavoro Marco e Cristina hanno veramente impresso un gran Sigillo di Caterina alla Forlì che silenziosa lavora e non gode dell’attenzione di chi amministra.
Franco D’Emilio