Ieri, la cronaca forlivese ha riferito di una notizia ghiotta quanto un brodino vetusto riscaldato e sonora quanto un pernacchio, confuso con un trombone. L’avvocato Daniele Mezzacapo, consigliere comunale a Forlì, non si sa, per certo, in rappresentanza ufficiale di quale partito, se non, sicuramente di sè stesso, inoltre, a suo dire, “responsabile del Comitato forlivese di Futuro Nazionale” (FN) di Vannacci, ha incontrato i sindaci di Castrocaro, Forlì e Predappio.
Tutto questo in compagnia del deputato Davide Bergamini: sindaco di Vigarano Mainarda nel ferrarese; ora, deputato di FN, tanto poco onorevolmente transfuga dalla Lega; infine, responsabile regionale del movimento vannacciano in Emilia-Romagna. Bingo! e Tanta roba! nella soddisfazione di chi minimamente si accontenta e gode, soprattutto perché di tanta bocca buona. Al peggio non c’è mai limite! nella convinzione, invece, di chi, a destra come a sinistra, confida che presto non manchi il colpo di scopa che faccia pulizia di tanta pochezza politica.
Nelle foto di rito ride ostinatamente a trentadue denti solo l’avvocato Mezzacapo, ignaro quanto solitamente ride bene chi ride ultimo. Lieve, al contrario, il sorriso rassegnato a labbra stette del sindaco castrocarese Billi e di quello predappiese Canali, quasi rassegnati a far buon viso alla cattiva sorte della visita dei due vannacciani, quindi con un entusiasmo pari a quello di chi si sente manzoniano vaso di coccio accanto ai due vasi di ferro, temprato nel fuoco del “mondo al contrario” del noto generale.
Ma una domanda inevitabilmente si pone. Chi ufficialmente e unicamente a Forlì, ovvero con tanto di imprimatur generalizio, davvero rappresenta Futuro Nazionale? Interrogativo legittimo perché adesso, grasso che cola, paiono fronteggiarsi a Forlì ben due comitati vannacciani. Uno, definiamolo doc o, addirittura, dop, affidato alla guida dell’avvocato Francesco Minutillo con il supporto importante del consigliere comunale Vinicio Pala, entrambi una vita certificata nella destra radicale italiana.
Un altro, al contrario, forse fasullo, del quale non si sa dove la sede e quanto il suo seguito, nelle mani, appunto, di Mezzacapo e del suo caparbio proposito di provare anche questa pur di sopravvivere politicamente, rivelandosi così ostinato emulo di Ercolino sempre in piedi. Sì, proprio il gonfiabile della raccolta punti Galbani, celebre negli anni ’60 e mai abbattibile a terra perché appesantito alla base: ideale per rappresentare la capacità di resilienza di rialzarsi dopo ogni caduta, compreso anche il recente e ripetuto tonfo politico dell’avvocato Mezzacapo. E pensare che basterebbe uno spillo per bucare ogni vano simulacro di sola aria gonfiata!
Franco D’Emilio