Prosegue il confronto politico sul progetto del Comune di Forlì di avvalersi della collaborazione degli istituti di vigilanza privata per rafforzare il presidio del territorio. Dopo la diffida presentata da Cgil e Fp Cgil, che hanno contestato l’iniziativa definendola una forma di “ronde”, arriva la replica della maggioranza consiliare, che respinge le critiche e richiama il Protocollo “Mille Occhi sulla Città”.
Secondo gli esponenti della maggioranza, nella ricostruzione del sindacato verrebbe infatti omesso il riferimento all’accordo sottoscritto nel 2022 dalla Prefettura di Forlì-Cesena, dai Comuni del territorio e dagli istituti di vigilanza privata. Un’intesa che disciplina le forme di collaborazione tra soggetti pubblici e privati nell’ambito della sicurezza integrata, limitando il ruolo delle guardie giurate ad attività di osservazione e segnalazione alle Forze dell’Ordine, senza attribuire loro funzioni di polizia.
Per questo motivo la maggioranza giudica improprio parlare di “ronde”, sostenendo che l’iniziativa dell’Amministrazione comunale non abbia l’obiettivo di sostituire la Polizia Locale o le altre Forze di Polizia, ma piuttosto quello di rafforzare la rete delle segnalazioni e della collaborazione, nel rispetto delle competenze previste dalla normativa.
Nel comunicato viene inoltre ribadita la fiducia nell’operato del Corpo della Polizia Locale di Forlì, che, secondo la maggioranza, sta conseguendo risultati significativi sul fronte dei controlli e della prevenzione. A sostegno di questa tesi viene ricordato come oggi il Comando disponga di un operatore in più rispetto all’ultima amministrazione guidata dall’ex sindaco Davide Drei, quando la Polizia Locale era chiamata a garantire il servizio per tutti i Comuni dell’Unione della Romagna Forlivese, mentre oggi opera esclusivamente sul territorio comunale.
Per gli esponenti della maggioranza, dunque, il ricorso agli istituti di vigilanza privata non nasce per compensare carenze di organico, ma rappresenta uno strumento aggiuntivo, già previsto dall’ordinamento e disciplinato dal protocollo promosso dalla Prefettura, con l’obiettivo di trasmettere tempestivamente alle autorità competenti eventuali informazioni utili.
Nella nota non manca una critica nei confronti della Cgil, accusata di guardare con diffidenza a una maggiore presenza di operatori in divisa sul territorio. La maggioranza sostiene invece che la presenza delle guardie giurate possa rappresentare un elemento di rassicurazione per i cittadini, ribadendo che tali operatori svolgono esclusivamente attività di osservazione e segnalazione, senza alcuna sovrapposizione con i compiti delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale.
Il confronto sulla sicurezza resta quindi aperto. Da una parte il sindacato continua a contestare la scelta dell’Amministrazione, dall’altra la maggioranza difende il progetto richiamando il quadro normativo e il Protocollo prefettizio, sostenendo che una maggiore collaborazione tra soggetti pubblici e privati possa contribuire a rafforzare la sicurezza urbana senza modificare le competenze attribuite ai diversi corpi impegnati sul territorio.