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Sesso in pieno centro a Forlì, trave nell’occhio di Bartolini

Di Franco D'Emilio Leggilo in 5 minuti
Aggiornato: 9 agosto 2026
Sesso in pieno centro a Forlì, trave nell’occhio di Bartolini

Certamente, l’hanno fatta grossa i colpevoli, nemmeno un giorno fa, di tanto audace esercizio di piacere e sesso a Forlì, in pieno centro e in pieno giorno. Eppure, pur condividendo che i due focosi amanti siano andati decisamente oltre, nella loro goduriosa performance live, urbi et orbi, subito sui social, sui giornali e in tv, penso che i due protagonisti vadano sanzionati, pure severamente e con l’intento che comprendano la loro violazione della legge, ma non debbano castigarsi punitivamente con esclusiva finalità repressiva, compresa la reclusione.

Non sono affatto permissivo, come qualcuno malevolmente penserà per essergli saltata la mosca al naso o per una pulce all’orecchio. In realtà, sto alla legge, in base alla quale, articolo 527 del Codice penale, dal 2016 l’atto osceno in luogo pubblico, questo quanto addebitato all’ardente coppia, non è sempre reato perché in taluni casi depenalizzato a illecito amministrativo da scontare con una multa da 5.000 a 30.000 euro. Il comma 2 del citato articolo stabilisce che l’atto osceno in luogo pubblico sia reato, punibile con la reclusione solamente se “commesso dentro o vicino a scuole, parchi giochi o altri luoghi frequentati da bambini e ragazzi”.

Dunque, nel caso forlivese in questione dovrà verificarsi se oggettivamente sussistano i presupposti del reato oppure soltanto quelli dell’illecito amministrativo, seppur tanto piccante e incontenibile per i due incendiari di sesso, in pieno giorno a Forlì. “Espliciti atti sessuali” questa la colpa della coppia nordafricana, della quale cito ora l’origine con un’aggettivazione, spero giusta, non giudicabile razzista, come, invece, accaduto, tempo fa, all’avvocato forlivese Francesco Minutillo, vittima di una pretestuosa, faziosa differenza interpretativa tra “nero” e “negro”.

Non sono affatto razzista o prevenuto per principio, bianca o nera o di altro colore che sia la pelle di qualunque colpevole. Per questo attendo che la giustizia stabilisca quanto siano stati espliciti gli atti sessuali dei due accusati, anche alla luce del riscontro con la testimonianza e la segnalazione del buon cittadino, spettatore di tanto porno orrore, e con alcune delle ben 767 telecamere di videosorveglianza, “il numero più alto della Romagna”, batte le mani vanitosamente a sé stesso l’assessore alla sicurezza Luca Bartolini.

767 occhi dappertutto del “grande fratello bartoliniano” che ci sono e vedono quando c’è da vedere, come nel caso di eccessi porno di amanti esotici, e, al contrario, guarda un po’, non vedono, come nel caso dell’ennesima, vergognosa scritta “Meloni appesa” che qualcuno ha scritto pure a Forlì, ma vai a sapere chi mai e se, forse, a bella posta per tattica vittimistica. “Mi è stato inviato un video che riprende una coppia di cittadini nordafricani mentre compie espliciti atti sessuali in pieno giorno, in uno spazio pubblico sotto abitazioni dove vivono famiglie e bambini”, ha spiegato l’assessore e vedremo quanto queste sue parole definiscano un reato o un illecito amministrativo.

Intanto, lo stesso assessore coglie al balzo la palla, anzi l’assist propagandistico e fa del grave accaduto, tale pure nel mio giudizio, subito una trave gigantesca nell’occhio proprio e altrui, all’insegna della solita crociata antimmigrazione, che egli stesso ha dimostrato di non saper condurre concretamente, se non con futili chiacchiere e banali, sbadiglievoli pistolotti: “non c’è spazio per chi pensa di poter vivere qui disprezzando le nostre leggi, il decoro pubblico e il rispetto dovuto alla comunità. Nel nostro Paese i diritti sono inscindibili dai doveri. Chi sceglie di vivere in Italia deve rispettarne le leggi, i valori, le famiglie, i bambini e gli spazi pubblici. Chi non è disposto a farlo dimostra di non avere compreso cosa significhi far parte di una comunità civile”.

Sai che novità, pateticamente lapalissiano! Certo, quanto avvenuto a Forlì induce anche a riflettere sul concetto di osceno riguardo non solo al pudore, ma pure al buon gusto e alla morale di operare bene e onestamente. A volte, abbiamo o vogliamo avere la memoria corta e, magari, che so, tanto per fare un esempio, dimentichiamo come una parlamentare, a seguito di una cosiddetta inchiesta “Rimborsopoli”, nel 2023 sia stata condannata in via definitiva ad un anno e sei mesi di reclusione per il reato di peculato ovvero ingiustificabili “spese pazze” regionali per 25.000 euro, tra le quali pure il libro hot, tanto formativo “Sexploration. Giochi proibiti per coppie”.

Non è, forse, osceno, scandaloso tutto questo, tanto più perché compiuto con l’arroganza del potere! Non è più osceno il peculato, reato contro la pubblica amministrazione ed il bene comune, rispetto agli “espliciti atti sessuali”, non so se con esplicita scopata, della coppia nordafricana in ebollizione a Forlì: coppia, comunque, contro la legge, seppur eroica nel suo far sesso bollente a 40° sotto i nostri occhi di italiani con gli ormoni in ginocchio, mosci per gli effetti torridi e afosi del cambiamento climatico.

Dunque, un giusto, duro provvedimento contro la coppia così esplicitamente libertina e trasgressiva, ma non cavalchiamo la tigre per la solita propaganda di facile accatto, anche malevolmente dimentica delle oscene responsabilità e complicità di taluni nativi ariani forlivesi nello sfruttamento di nordafricani, magari per affittare a canone, davvero sì osceno, un tetto fatiscente e lurido.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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