Forlì perde una delle figure che più si sono spese negli ultimi anni per la valorizzazione del centro storico, la promozione delle relazioni sociali e la costruzione di nuove opportunità per la città. È scomparsa Raffaella Orazi, artigiana orafa e imprenditrice, ma soprattutto protagonista di numerose iniziative di carattere sociale e culturale.
«La sua attività era legata in modo particolare a Regnoli41, associazione di promozione sociale che nel corso degli ultimi decenni ha rappresentato uno dei punti di riferimento per progetti dedicati alla rigenerazione urbana, allo sviluppo sostenibile e alla solidarietà. Attraverso iniziative, eventi e momenti di aggregazione, Orazi aveva contribuito a trasformare via Giorgio Regnoli e altre zone del centro in luoghi di incontro e partecipazione» si legge in un comunicato del Comune di Forlì.
Un impegno che non si era fermato nemmeno durante la malattia. Fino agli ultimi giorni Raffaella Orazi aveva continuato a progettare, organizzare e mantenere rapporti con le persone che condividevano con lei l’impegno per la città. Tra i ricordi più significativi c’è quello del vicesindaco di Forlì Vincenzo Bongiorno, che racconta di averla incontrata per l’ultima volta il primo agosto, all’Hospice di Forlimpopoli. «Dal suo letto, con il sorriso di sempre, era assieme ad un’amica di Regnoli41 a programmare le prossime iniziative, a pensare ai futuri progetti» ricorda Bongiorno.
Tra gli appuntamenti ai quali Orazi teneva particolarmente c’era la “cena a impiatto zero”, in programma il 17 settembre in via Giorgio Regnoli. Un’iniziativa che, sottolinea il vicesindaco, continuerà a rappresentare simbolicamente la sua presenza e il suo modo di intendere l’impegno civico.
Bongiorno ricorda anche la capacità di Orazi di andare oltre le differenze politiche. «Sapevamo bene di avere orientamenti politici diversi, ma questo non ci ha mai impedito di collaborare lealmente, con reciproca stima» sottolinea. E cita uno degli ultimi messaggi ricevuti da Raffaella: «Vi sento tutti vicinissimi e non ci sono ideologie che tengano! Queste sono Mani che si tengono strette».
Un’immagine che, secondo il vicesindaco, riassume bene lo spirito con cui Orazi ha affrontato il proprio impegno per Forlì. «Una paladina di relazioni umane buone, tese a costruire, a migliorare le cose della città e del mondo», la definisce Bongiorno, che conclude: «Sono onorato e fortunato di averla conosciuta. Sono certo che continueremo ad avvertire la sua Mano generosa per il bene comune».
Alla famiglia e agli amici si è stretta anche l’Amministrazione comunale, ricordando una donna capace di diventare «punto di riferimento per l’intera comunità forlivese» grazie alla passione e alla costante attenzione per la città. Nel messaggio di cordoglio viene sottolineato anche il suo ruolo nella costruzione di iniziative capaci di valorizzare le professionalità locali e rafforzare la coesione sociale.
Un ricordo arriva anche dalla consigliera regionale del Pd Valentina Ancarani, che definisce la scomparsa di Orazi «una grandissima perdita per Forlì e per tutta la nostra comunità». Ancarani ne ricorda soprattutto la capacità di trasformare concretamente le situazioni: «Raffaella ci ha mostrato come l’impegno, l’intelligenza e la volontà possano trasformare luoghi segnati dal degrado e dall’incuria in spazi di comunità e nuove opportunità».
Per Ancarani, la sua eredità va oltre le singole iniziative: «Non limitarsi a denunciare ciò che non va, ma impegnarsi in prima persona per cambiare in meglio la realtà che ci circonda». Un messaggio che sembra racchiudere il senso dell’attività portata avanti da Orazi fino alla fine, con energia, determinazione e quel sorriso che, ricordano oggi quanti l’hanno conosciuta, non l’aveva mai abbandonata.