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A Cervia Elisa Deo come araba fenice nel PD

Di Franco D'Emilio Leggilo in 5 minuti
Aggiornato: 19 agosto 2026
A Cervia Elisa Deo come araba fenice nel PD

Toh, chi si rivede, Elisa Deo risorta politicamente come araba fenice nel Partito Democratico, seppur in silenzio, quatta quatta, e, soprattutto, altrove senza dare troppo nell’occhio. Altrove dove s’ignora o solo pochissimi conoscono il suo brillante, politico cursus honorum nella Romagna forlivese. Non più l’ameno paesello Galeata che l’ha vista sindaca tra alti e bassi, lesta a denunciare chiunque la criticasse o contradicesse oppure solamente osasse accennare un se o un ma, quasi ella fosse iconica immagine, dogmaticamente intoccabile al di sopra del cartiglio “noli me tangere!”.

Nemmeno più Forlì che l’ha sepolta, fortunatamente per noi, nel dimenticatoio. Non più Rocca San Casciano che ha sonoramente bocciato una sua incauta candidatura a sindaca, sostenuta solo da chiacchiere al vento e poca sostanza d’argomenti. Nel suo pedigree politico, ancora, un inutile e misero risultatuccio elettorale a talune elezioni regionali emiliano-romagnole, più nel ruolo di fuggevole comparsa che di protagonista. In particolar modo, che dire della collocazione politica della gentile signora Deo?

Semplicemente mutevole, interessatamente tattica pro domo sua e calcolatamente ondivaga, “oggi qui, domani là”, proprio come in una celebre canzone dell’amata Patty Pravo, alla quale chiedo scusa per questo richiamo di un suo grande successo canoro. Comunque, per molto tempo, non che la cosa mi interessasse o mi togliesse il sonno, ho saputo la signora Deo tornata al suo lavoro missionario e soccorrevole di infermiera dottoressa in scienze infermieristiche. Stamani, invece, raggiunto a Roma da un amico di Ravenna, l’ho saputa risorta come araba fenice a Cervia, da tempo luogo del proprio, rinnovato tentativo di tornare a dire la sua in politica, naturalmente da prima donna, rara e come lei nessuna.

Sono stato, così, aggiornato nella mia ignoranza, conseguenza quanto poco sempre m’interessino le notiziole. Da novembre 2025 Elisa Deo è segretaria del Circolo Territoriale del Partito Democratico di Cervia-Centro. Non solo, nel panorama politico del PD ravennate e cervese la gentile signora è addirittura accreditata quale protagonista emergente, così come attestato dal Corriere Romagna del 25 gennaio ’26, “dietro le quinte vi è una figura di primo piano come Elisa Deo”. Insomma, mi si è palesata l’apparizione, divinamente rosso-glamour, della sempre griffata Deo, adesso promettente e manifesta compagna del PD di Cervia e Ravenna.

Compagna di irriducibili convinzioni che il partito tiene pronta, in standby, quale futura arma segreta, nel backstage del proprio teatro pirandelliano: tanti, troppi incolori e anonimi personaggi, tutti in cerca di qualcuno che davvero li faccia vivere, sognare, vibrare a livello nazionale e locale. Ancora di più a Cervia dopo la batosta del recente ricorso a nuove elezioni amministrative per lo scandalo del sindaco Mattia Missiroli, anch’egli compagno piddino, indagato per maltrattamenti alla moglie, condotta certamente inopportuna per il ruolo di Primo Cittadino.

Che, adesso, il riscatto del PD accomuni la Deo alla Schlein in una medesima, salvifica missione politica? A questo interrogativo penso che tanti compagni toccheranno davvero quanto sia più scaramantico del ferro nella tradizione popolare. Sicuramente, per la signora Elisa Deo, seppur “donna di primo piano”, ma, al momento solo dietro le quinte, la strada del ritorno in scena si profila in salita e neppure dalla gavetta, bensì dal gavettino di segretaria di un poltronaio e salottiero circolino cittadino del Partito Democratico. Fra l’altro, un ritorno umile, ma di esemplare disponibilità verso il partito e la sua base, se vera la voce che la compagna Deo sia stata vista e fotografata attiva ad una, presumo, Festa dell’Unità, tra fumi odorosi di braciole e salamelle.

Comunque, da Galeata a Forlì, a Rocca San Casciano, via via sino a Cervia ci sarà chi gioirà o farà scongiuri per la rentrée della gentile compagna Deo, ma non mancherà neanche chi sospirerà un rassegnato “mala tempora currunt!”: appunto, i cattivi tempi che corrono nel PD, così dimentico e distratto. Per carità, manzonianamente parlando, chiunque scivoli dall’altare nella polvere, compresa quella della politica, ha diritto a risorgere, ma non s’illuda: seppur fuggitivo dal Manzanarre al Reno o da altrove, non potrà mai escludere che il passato lo raggiunga e riviva nel presente, condizionando il suo futuro.

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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