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Il vano abecedario celebrativo di Gabriele Zelli

Di Franco D'Emilio Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 21 luglio 2026
Il vano abecedario celebrativo di Gabriele Zelli

Stamani, con un sorriso ho letto su questa testata l’intervento di Gabriele Zelli (a sinistra nella foto), titolato “Pesche in Festa 2026: il successo della XIII edizione raccontato dalla A alla Z”, praticamente un abecedario celebrativo, un tantinello ruffiano, niente affatto indispensabile sulla felice sagra forlivese, appena conclusasi. Le parole, però, contano e quelle di Zelli sono oro colato che valgono doppiamente perché voce illustre.

Zelli è un fine intellettuale e figura presenzialista, onnipresente, sempre pronta a “prezzemolare” tanta cultura forlivese, per questo stamani si è cimentato in un virtuosismo espositivo a favore di una sagra agricola che, al pari di altre, pure io apprezzo, ma non celebro per il suo valore di promozione e incentivo della frutticoltura. Egli, l’ineffabile Zelli, invece celebra l’evento agricolo con un originale abecedario di vana prolissità, tuttavia pienamente rispondente al suo ruolo di unico, indiscusso cantore, storico e storiellatore della Romagna forlivese.

Si parla, ad esempio, della piadina e delle sue origini, Zelli non può mancare: si parla di sangiovese e mercato enologico, Zelli non può mancare; si parla di Resistenza e lotta partigiana, Zelli più che mai non può mancare: allo stesso modo col quale è lesto a presenziare e concionare sul Fascismo romagnolo e la sua architettura. Vero e incredibile tuttologo culturale forlivese a tutto tondo, quasi insostituibilmente iconico e totemico!

Uomo sicuramente di misura media del centrosinistra e, quindi, camaleontico in modo opportuno, rivelandosi così protagonista di ogni stagione politica forlivese, di qualunque colore. Sicuramente, attuale imitatore di quel cerchiobottismo, a marchio DC, oggi risorgente in una sorta di maldestra e trasversale “democristianeria”, da destra a sinistra. Intanto, rileggo e risorrido, scorrendo l’odierno abecedario “zelliano”, succulenta macedonia di pesche.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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