Da decenni e con una certa regolarità, stampa e politica son costretti ad occuparsi delle criticità ambientali che il torrente Marano di Riccione continua a manifestare. Sempre da decenni, stampa e politica locale fanno a gara a chi affronta un problema minante la salute pubblica ed ambientale, nonché quella economico turistica, con profilo basso ma così basso da trasformarsi in pratica in un “profilo zerbineggiante”. È di oggi la notizia della rilevante proliferazione batterica riscontrata nelle acque del suddetto torrente riccionese a causa dell’insabbiamento; fatto che con temperature fredde dovrebbe suscitare qualche riflessione, ma andiamo oltre. Le cause delle criticità ambientali di questo torrente, ma in generale della balneazione, vengono sistematicamente dimenticate lasciando spazio alle “cause secondarie”. Grazie anche ad un giornalismo locale pietoso, le cause delle chiusure delle balneazioni durante l’estate sono associate alle piogge, che in realtà sono solo il mezzo di trasporto degli scarichi fognari in mare. Non è l’acqua “dolce” ad alterare le analisi Arpae ma i batteri fecali che dalle fogne sforano nel Marano quando piove. E così la proliferazione batterica in quelle acque, non è causata dalla sabbia che ne causa la stagnazione ma dalla merda scaricata estate-inverno nel torrente da sfioratori fognari istituzionali. Se invece si prospetta come causa l’insabbiamento, sarà sufficiente promettere di dragare la foce per mostrare alla comunità la soluzione. Eppure fatti e dati sono pubblici e facilmente consultabili da chi ha il dovere di fare informazione, ma anche da chi ha garantito un impegno politico nella soluzione dei problemi. Dragaggio che poi a pensarci appena un po’, garantirà certamente a quella “proliferazione batterica” di defluire in mare ma che poi di fatto in estate causerà la chiusura della balneazione. Perspicacia 2.0. In realtà la soluzione è molto semplice ma estremamente costosa: attraverso la trasformazione della fognatura unica in mista. A seguito delle abbondanti piogge, verrebbe quindi scaricata in mare solo acqua piovana mentre i liquami fognari sarebbero indirizzati unicamente al depuratore senza pericolo di over flow. Purtroppo la mediocre politica riccionese, ha quasi sempre rinunciato ad affrontare questo problema di petto perché farlo significa dover perseguire una politica elementare ma elettoralmente poco appetibile. Una politica cioè che responsabilmente indirizzerebbe le poche risorse disponibili, allo sdoppiamento della rete fognaria. Fatto però che non garantisce consensi elettorali come la progettazione di parcheggi, di un palazzo dei congressi, di un aeroporto, del TRC, della nuova fiera ecc.. Le opposizioni invece preferiscono soprassedere e rinunciare alla polemica politica per non perdere consensi per i danni d’immagine nell’affrontare pubblicamente il problema. E tutto ciò nonostante le chiusure della balneazione ogni fine estate siano a doppia cifra, nonostante l’entità degli sforamenti fanno del torrente Marano “The winner” (https://www.4live.it/2016/09/marano-the-winner/), nonostante aver resettato inutilmente la classificazione della qualità delle acque adiacenti la foce del Marano per evitare la chiusura permanente della balneazione per motivi igienico sanitari (https://www.4live.it/2016/05/la-salute-in-attesa/), nonostante quella classificazione della qualità delle acque di balneazione continui a lasciare la Perla Verde fanalino di coda nell’intera costa romagnola (https://www.4live.it/2017/12/qualita-delle-acque-balneazione-riccione-la-peggiore/). Pensate al silenzio politico che l’esponente comunale PD Sabrina Vescovi o quello 5Stelle Andrea Delbianco hanno mantenuto fino ad oggi, a parte 4 frasi di circostanza, di fronte ad un caso politico-giudiziario mai accaduto prima. Caso inerente la balneazione riccionese ma soprattutto la mancata tutela della salute pubblica da parte di chi, paradossalmente è stato incaricato dallo Stato a tutelarla. Nessuna domanda diretta agli indagati (eppure sono tutti responsabili pubblici) quando 5 mesi fa, si conclusero le indagini preannuncianti l’arrivo di un probabilissimo rinvio a giudizio degli fino ad allora indagati (sindaco, assessore, dirigenti comunali, Asl ed Arpae capo dei Vigili). Eventuale dibattimento che avrebbe lo scopo di far luce sui 4 casi del 2015 in cui non venne chiusa la balneazione violando la legge per aver lasciato le persone all’oscuro dei pericoli igienico sanitari. Cara sindaca Renata Tosi, cari dirigenti Asl ed Arpa, caro ex assessore all’Ambiente Susanna Vicarelli e caro dirigente pubblico Vittorio Foschi, sono passati oltre 5 mesi dalla chiusura delle indagini, a questo punto potreste gentilmente e trasparentemente comunicare alla comunità riccionese se e chi è stato rinviato a giudizio e perché visto che i presunti reati di cui siete sospettati riguardano esclusivamente la vostra attività pubblica ma soprattutto sono gravissimi perché riguardano la mancata tutela della salute delle persone? O non vi è possibile a causa dell’accumulo di sabbia formatosi tra la verità ed il coraggio di raccontarla?