Acque di Riccione

Anche quest’anno la Regione Emilia Romagna, ha redatto la “Classificazione della qualità delle acque di balneazione” dell’intera costa romagnola sulla base dei risultati di migliaia di analisi Arpae effettuate nelle ultime quattro stagioni. Cinque acque in passato declassate hanno migliorato la qualità rispetto all’anno precedente mentre tre hanno subito il declassamento qualitativo. La situazione però è aggravata dal fatto che, nonostante un estate in cui le piogge sono state praticamente assenti, le rilevanti criticità ambientali rinvenute nel 2016, anche quest’anno sono state purtroppo confermate. Su 107 km di costa balneabile la provincia di Ravenna continua a godere di acque quasi ovunque “Eccellenti” ad eccezione di Lido di Classe Nord-Savio, declassata a “Buona” mentre sono state confermate le criticità qualitative delle “solite” acque riminesi, la cui maglia nera spetta quest’anno a Riccione. Nel breve tratto di competenza provinciale forlivese, per il terzo anno consecutivo, a Gatteo Rubicone Nord, la qualità delle sue acque ha mantenuto il declassamento a “Buona” mentre San Mauro Mare Nord risale dallo stato di “Sufficiente” a “Buona” e a San Mauro Mare da “Buona” ad “Eccellente”. Ricordiamo che per partecipare all’assegnazione della Bandiera Blu, uno dei requisiti vincolanti è quello di avere una classificazione “Eccellente”. La situazione critica della provincia riminese inizia da Bellaria Foce Vena 2, le cui acque rimangono declassate a “Buone” per il terzo anno consecutivo. Alla Foce Marecchia Nord viene confermato il declassamento a “Sufficiente” così come Marecchia Sud l’acqua continua ad essere di qualità “Scarsa”. La situazione peggiore dell’intera costa però, come anticipato sopra, è quella di Riccione che continua a mantenere declassate pesantemente la qualità della maggioranza delle sue acque: Foce Marano Sud resta “Scarsa”, rimangono inoltre declassate a “Buone” le acque di Riccione Fogliano Marina e Porto Canale Sud. Singolare poi il caso di Foce Marano Nord che dopo due stagioni in attesa di classificazione rientra in gioco, si fa per dire, con l’assegnazione di qualità “Sufficiente”. A sud declassata gravemente l’acqua di Misano Adriatico Rio Agina, che da “Buona” passa a “Sufficiente”. Nota positiva a Cattolica dove Torrente Ventena Nord, Punto 11 e Cattolica Scogliera 1-2 tornano a qualità “Eccellente” mentre subisce un ulteriore e grave declassamento Torrente Ventena Sud che scende da “Buona” a “Sufficiente”. A tutto ciò andrebbe aggiunto un fatto che non influisce sulla valutazione delle acque, la quale si basa sui risultati delle analisi Arpae, ma che comunque influisce sulla reale qualità delle acque determinando oggettive conseguenze ambientali. Mi riferisco al fatto che sulla nostra costa, decine di volte vengono scaricati liquami fognari in mare attraverso gli sfioratori che provocano la chiusura della balneazione ma non in seguito ad analisi sforanti, utili poi per la classificazione. Pensate ad esempio allo specchio d’acqua di 325 mt denominato Cattolica – Viale Fiume, classificato “Eccellente” ma con all’attivo 13 chiusure automatiche della balneazione ma nessuna causata dallo sforamento delle analisi di routine stagionali. La sua classificazione della qualità delle acque è stata quindi confermata “Eccellente” nonostante lì si sguazzi nella merda ogni volta che piove abbondantemente. I Comuni interessati da misure di gestione preventive, cioè le suddette chiusure “automatiche” della balneazione ogniqualvolta si aprono gli sfioratori fognari sono 5: Cesenatico (con 2 sfioratori di piena), Bellaria Igea Marina (1), Rimini (12), Riccione (5), Cattolica (3). Misure che scattano però solo in estate attraverso la chiusura temporanea (18 ore) della balneazione ma che per 12 mesi all’anno, dette immissioni di liquami fognari, continuano ad apportare inquinanti al mare ogni volta che piove. Infine la stagione balneare 2017 ha nuovamente mostrato, per come funziona oggi, l’inutilità del controllo microbiologico delle acque di balneazione a tutela dei bagnanti, visto che quest’estate la balneazione è stata chiusa in seguito alle analisi di routine (oltre 700) sforanti i limiti di legge ben 15 volte su 17 ma, udite udite, ad acqua analisi Arpae alla mano, già tornata idonea. Cioè nel’88% dei casi. Avrebbe senso posizionare il cartello stradale “Curva pericolosa” dopo la curva? Cliccare sulle tabelle per leggerle con una migliore definizione.