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San Martino in Villafranca ride in dialetto: debutta “Agost 1958”

La commedia della Cumpagnì ad chi burdell inaugura la rassegna “Quatar sbacarêdi cun e' nòstar dialet”

Di Gabriele Zelli Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 5 novembre 2026
San Martino in Villafranca ride in dialetto: debutta “Agost 1958”

Si alzerà venerdì 6 novembre alle ore 21,00, nella sala parrocchiale “Stefano Garavini” di San Martino in Villafranca, il sipario sulla rassegna dialettale “Quatar sbacarêdi cun e’ nòstar dialet”, organizzata dalla Pro Loco San Martèn. Ad inaugurare il cartellone sarà la Cumpagnì ad chi burdell di San Pietro in Vincoli con la commedia “Agost 1958”, spettacolo che ha già fatto registrare il tutto esaurito in prevendita.

Scritta da Luigi Antonio Mazzoni (1947-2021), la commedia trasporta il pubblico nella Romagna del secondo dopoguerra, negli anni del boom economico e dei grandi cambiamenti sociali. È un periodo in cui le nuove generazioni lasciano campagne e colline attratte dalle opportunità offerte dalla città, alla ricerca non soltanto di un lavoro, ma anche di indipendenza e di uno stile di vita incarnato dai simboli del benessere dell’epoca: l’automobile, la televisione e i nuovi consumi.

In questo contesto si sviluppano le vicende della famiglia protagonista, divisa tra aspirazioni e paure. Da una parte i giovani, desiderosi di costruire il proprio futuro liberandosi da tradizioni percepite come sempre più lontane; dall’altra gli adulti, legati alla quotidianità e pronti a lasciarsi sedurre dalle promesse di facili guadagni avanzate da un ex bancario senza scrupoli.

L’azione è ambientata nell’estate del 1958, tra l’entusiasmo per le imprese ciclistiche di Ettore Baldini e le ombre dei clamorosi raggiri finanziari messi in atto da Giambattista Giuffrè. In una Romagna sospesa tra entusiasmo e disillusione, non sono però soltanto ambizioni e interessi a guidare i protagonisti. Sotto il sole di agosto nascono infatti sentimenti capaci di incrinare orgogli e pregiudizi, aprendo la strada a rapporti più autentici e a una rinnovata comprensione reciproca.
Uno spettacolo che unisce comicità, memoria e tradizioni locali, riportando sul palco uno spaccato di Romagna raccontato attraverso la forza espressiva del dialetto.

L'autore

Gabriele Zelli
Gabriele Zelli

Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

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