La solitudine di chi lascia il proprio Paese, lo sfruttamento del lavoro e la ricerca di una vita migliore sono al centro di “Emigranti“, lo spettacolo che inaugura la stagione di prosa 2026/27 del Teatro Diego Fabbri di Forlì. La pièce del drammaturgo polacco Sławomir Mrożek, diretta da Leo Muscato e interpretata da Valerio Santoro e Claudio Casadio, debutta in prima nazionale venerdì 30 ottobre alle ore 21,00. Sono previste altre due rappresentazioni sabato 31 ottobre, sempre alle 21,00 e domenica 1 novembre alle ore 16,00.
Prodotto dal Teatro Biondo di Palermo, da Accademia Perduta/Romagna Teatri e dai Teatri Stabili di Catania, del Friuli Venezia Giulia e dell’Abruzzo, lo spettacolo affronta temi che conservano una forte attualità, raccontando attraverso il teatro le contraddizioni dell’emigrazione e le difficoltà di chi cerca all’estero opportunità di lavoro e riscatto.
Due emigrati, due visioni inconciliabili del mondo
Scritto nel 1974 durante l’esilio dell’autore in Francia, Emigranti mette in scena due uomini senza nome, costretti a condividere un seminterrato angusto e umido in un luogo e in un tempo indefiniti. È la notte di San Silvestro: mentre la città festeggia l’arrivo del nuovo anno, i due protagonisti trascorrono le ore confrontandosi in un dialogo serrato, ironico e a tratti surreale.
Il primo è un operaio emigrato con un obiettivo preciso: lavorare e risparmiare denaro. Il secondo è un intellettuale disilluso, forse anarchico, forse terrorista, che non esce mai di casa e sostiene di essere impegnato nella stesura di un libro sulla schiavitù moderna.
Le loro differenze alimentano incomprensioni, sospetti e situazioni paradossali. Le conversazioni spaziano dalle questioni quotidiane, come il cibo, l’affitto e le condizioni precarie dell’alloggio, fino ai desideri, alle ambizioni e agli ideali che ciascuno cerca di difendere. Dietro le schermaglie emergono la nostalgia per la propria terra, il senso di esclusione e la fragilità di due uomini che inseguono un futuro diverso, ma faticano a trovare un posto nella società che li circonda.
Il risultato è un crescendo di situazioni tragicomiche che mette in luce le contraddizioni dell’esistenza degli emigrati, sospesi tra la necessità di sopravvivere e il bisogno di dare un significato alla propria vita.
Una scenografia che racconta la solitudine
La dimensione claustrofobica della vicenda trova espressione nella scenografia ideata da Federica Parolini: una struttura girevole alta nove metri, che dal livello stradale scende fino al seminterrato in cui si svolge l’azione. Un ambiente che restituisce il degrado dello spazio abitativo e, allo stesso tempo, le ferite interiori dei protagonisti.
Anche i suoni provenienti dall’esterno contribuiscono a costruire il racconto. Le voci di chi festeggia ai piani superiori, il ronzio della caldaia, il motore dell’ascensore, la musica, il traffico e i botti di Capodanno diventano il contrappunto alla solitudine dei due uomini.
In questo contrasto tra il mondo che continua a vivere e quello sotterraneo dei protagonisti si sviluppa una riflessione sulla precarietà, sull’asservimento al lavoro e sulla difficoltà di trovare una via d’uscita. Mrożek affronta questi temi attraverso l’ironia e la forza della scrittura teatrale, senza indulgere nel pietismo e andando oltre la semplice rappresentazione della cronaca. I costumi sono firmati da Margherita Baldoni, il disegno luci da Alessandro Verazzi e il sound design da Lorenzo Crippa.
Biglietti e informazioni
Per assistere a “Emigranti” al Teatro Diego Fabbri di Forlì sono previste due fasce di prezzo: 30 euro per la platea, file dalla 1 alla 17, e 28 euro per la platea, file dalla 18 alla 25, e per la galleria. I biglietti sono disponibili alla biglietteria del Teatro Diego Fabbri, in corso Diaz 38/1. Le prenotazioni telefoniche al numero 0543/26355. È previsto un diritto di prevendita di 1 euro per i biglietti acquistati o prenotati in anticipo. Nei giorni di spettacolo la biglietteria apre un’ora prima dell’inizio della rappresentazione. I biglietti sono acquistabili anche online su Vivaticket, con la maggiorazione applicata dal fornitore del servizio.