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Ospedale di Forlì, l’Ausl Romagna replica alla Uil Fp: «Nessun collasso, servizi regolari»

La Direzione dell'ente: "Oltre 700 assunzioni programmate, 54 selezioni concluse e nuova graduatoria per infermieri"

Di Staff 4live Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 5 novembre 2026
Ospedale di Forlì, l’Ausl Romagna replica alla Uil Fp: «Nessun collasso, servizi regolari»

La Direzione dell’Ausl Romagna respinge l’immagine di un «ospedale al collasso» che la Uil Fp ha attribuito alla struttura di Forlì e assicura la piena operatività di tutte le unità organizzative, con servizi che proseguono regolarmente. In una nota diffusa oggi l’Azienda riconosce che esistono criticità legate alla disponibilità di personale sanitario, ma precisa che sono oggetto di attenzione e di intervento.

Secondo la Direzione, «solo chi non conosce la criticità del mercato del lavoro professionale, o chi è in difetto di onestà intellettuale può attribuire a una responsabilità locale la mancanza di sufficiente personale di assistenza». L’Ausl respinge anche l’idea di una Direzione immobile: reclutamento, programmazione dei fabbisogni e monitoraggio delle condizioni organizzative vanno avanti con continuità, in un contesto nazionale segnato da forti difficoltà nel reperire alcune figure, in particolare quella infermieristica.

Per l’Azienda vanno distinte queste difficoltà strutturali, che toccano l’intero Servizio sanitario nazionale, dalle responsabilità organizzative che esercita ogni giorno attraverso scelte di programmazione e interventi nei servizi. Nel quadro del Piano Triennale dei Fabbisogni del Personale attualmente autorizzato, l’Ausl ha attivato un piano di reclutamento che prevede più di 700 assunzioni programmate per coprire i posti vacanti, oltre a incarichi a tempo determinato per i profili assistenziali, pensati per sostituire le assenze di lunga durata.

La Direzione poi sottolinea però che programmare le assunzioni è cosa diversa dal perfezionarle, perché l’esito dipende anche dalla disponibilità dei candidati. I numeri citati dall’Azienda parlano di 54 procedure selettive per il personale sanitario del comparto espletate tra il 2025 e i primi otto mesi del 2026, con altre 20 in corso di pubblicazione o di realizzazione. In questi giorni è inoltre disponibile una nuova graduatoria per gli incarichi a tempo determinato nel profilo infermieristico, la precedente risaliva a luglio, e sono già partite le chiamate del personale necessario.

Dalla ricognizione aziendale aggiornata a oggi emerge che i candidati presenti nelle graduatorie sono stati invitati a costituire il rapporto di lavoro, ma questo non ha permesso di coprire per intero i fabbisogni, anche a causa delle rinunce. L’Ausl parla di dati che documentano un’attività costante, senza escludere criticità specifiche nei singoli servizi. Sul rapporto tra dotazioni di personale, carichi assistenziali e sicurezza delle cure, la Direzione spiega di monitorare assenze e carichi di lavoro e di adottare, dove serve, misure compensative e correttive nei contesti più esposti, all’interno dei sistemi di gestione del rischio clinico.

Un impegno che, ammette, non elimina automaticamente tutte le difficoltà ma orienta le decisioni verso la tutela di pazienti e professionisti. Quanto alle segnalazioni su turni e unità operative di Medicina, Chirurgia toracica, Otorinolaringoiatria e Pronto Soccorso, la Direzione Medica di Presidio e le Direzioni delle Professioni Sanitarie dicono di aver adottato le soluzioni organizzative possibili per coprire le assenze, con rimodulazioni a compensazione del fabbisogno assistenziale e utilizzando tutti gli istituti previsti dal contratto collettivo nazionale e dalla normativa vigente, nel rispetto dei regolamenti aziendali.

Queste rimodulazioni, anche quando necessarie per fronteggiare imprevisti, non rappresentano secondo l’Ausl un modello ordinario di gestione delle carenze, ma misure sottoposte a valutazione e monitoraggio in rapporto ai bisogni dei pazienti, alle condizioni di lavoro e alle tutele contrattuali dei professionisti. Sui pazienti cosiddetti «fuori letto», cioè collocati temporaneamente in reparti diversi da quelli di riferimento, l’Azienda spiega che si tratta di una soluzione inquadrata in una gestione integrata e dinamica dei flussi di ricovero e dei posti letto, che serve a garantire continuità e tempestività delle cure e a facilitare la presa in carico dei pazienti in Pronto Soccorso, agevolando i ricoveri e riducendo i tempi di permanenza.

È una scelta adottata solo quando necessario, che richiede un’attenta valutazione dell’appropriatezza clinico-assistenziale e particolare sensibilità verso i carichi di lavoro delle équipe coinvolte. Un passaggio finale riguarda il ristoro degli operatori della struttura di via Colombo, anche in vista della prossima apertura della CDC Orsi Mangelli: l’Ausl fa sapere che verificherà la possibilità di stipulare convenzioni con ulteriori esercizi, oltre a quelli già attivi.

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