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Ramelli, Futuro Nazionale incalza Zattini: “Serve un sì chiaro alla mozione”

Minutillo e Pala intervengono sulla mozione per l’intitolazione di un luogo pubblico a Sergio Ramelli

Di Staff 4live Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 6 novembre 2026
Ramelli, Futuro Nazionale incalza Zattini: “Serve un sì chiaro alla mozione”

La discussione sulla mozione dedicata a Sergio Ramelli approda in Consiglio comunale e accende il confronto politico. A intervenire sono Francesco Minutillo, membro dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale e referente del Comitato Forlì 93, e il consigliere comunale Vinicio Pala, che chiedono al sindaco Gian Luca Zattini una posizione esplicita e favorevole sulla proposta presentata dal consigliere Paolo Farneti.

«Il sindaco Gian Luca Zattini ha oggi l’occasione di chiarire definitivamente quale sia l’identità politica della maggioranza che governa Forlì e, se questa è davvero una maggioranza di centrodestra, riteniamo che il primo voto convintamente favorevole alla mozione per l’intitolazione di un luogo pubblico a Sergio Ramelli debba essere proprio quello del sindaco», affermano Minutillo e Pala.

I due esponenti di Futuro Nazionale ricordano come, durante la campagna elettorale del 2024, Zattini avesse invitato alla prudenza rispetto all’ipotesi di dedicare uno spazio cittadino a Ramelli. «Quella prudenza ha avuto tutto il tempo necessario per maturare e oggi, di fronte a una proposta formalmente arrivata in Consiglio comunale, non può trasformarsi in esitazione, in un’astensione o, peggio ancora, in un voto contrario», sostengono.

Secondo Minutillo e Pala, la questione rappresenta un passaggio significativo per la tenuta politica della coalizione di governo cittadina. «Ci preoccuperebbe seriamente vedere una maggioranza che si presenta alla città come centrodestra iniziare a scricchiolare proprio davanti a una questione che dovrebbe trovare tutti uniti nella condanna della violenza politica e nel riconoscimento della memoria di un ragazzo ucciso per le proprie idee».

Nel loro intervento chiamano direttamente in causa il primo cittadino, invitandolo a esercitare il proprio ruolo di guida della coalizione. «Non basta governare attraverso una coalizione che porta il nome di centrodestra per poter considerare definitivamente acquisita un’identità politica. Esistono momenti nei quali quell’identità deve essere dimostrata attraverso scelte concrete e questo è certamente uno di quei momenti».

Per gli esponenti di Futuro Nazionale, anche un’eventuale astensione o assenza del sindaco assumerebbe un preciso significato politico. «Qui non viene chiesto a nessuno di aderire alla storia della destra italiana o di assumere Sergio Ramelli come proprio riferimento politico. Viene chiesto semplicemente di riconoscere che un giovane non può essere aggredito e ucciso per le proprie idee e che una comunità democratica può e deve conservarne pubblicamente la memoria».

Minutillo e Pala esprimono inoltre apprezzamento per l’impostazione generale della mozione proposta da Farneti, pur rilevando come l’accostamento tra l’intitolazione a Sergio Ramelli e quella a Fausto Tinelli ricordi, «con una punta di provocazione», una sorta di “manuale Cencelli della memoria”. Nonostante ciò, ritengono condivisibile il principio di fondo: «Nessuna appartenenza politica può giustificare la violenza contro una persona e Sergio Ramelli merita finalmente di avere un luogo nella città di Forlì che ne custodisca il nome».

Nel loro intervento sottolineano anche il valore simbolico della figura di Ramelli. «È ormai il simbolo di qualcosa che supera la sua originaria appartenenza politica: un giovane con idee, passioni e militanza che fu vittima dell’odio politico. Ricordarlo oggi significa affermare che in una democrazia nessuno deve avere paura di esprimere le proprie convinzioni e che l’avversario politico non può mai diventare un nemico da eliminare».

Da qui il nuovo appello rivolto al sindaco. «Non servono più cautele. Serve una scelta chiara, perché se questo centrodestra vuole dimostrare di avere una propria identità e di non essere condizionato, sui temi più simbolici, da componenti che continuano a guardare culturalmente verso sinistra, questa è l’occasione per dimostrarlo senza equivoci».

L’auspicio finale è che la maggioranza sostenga compatta la proposta. «Votare favorevolmente significa stare dalla parte della libertà politica, della condanna della violenza e del diritto alla memoria. La città guarderà questo voto con attenzione perché dalle scelte compiute sulle questioni simboliche si comprende spesso molto più che da cento dichiarazioni programmatiche».

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