statistiche siti

4live è gratis. Aiutaci a restare online.

Sostieni
Mostre •

Dal velo di Roma antica al “vestito buono” contadino: a Palazzo Morattini la storia dell’abito nuziale

Oltre 30 capi originali dal 1910 a oggi, foto d'epoca e i corredi di una volta: l'esposizione promossa dall'Associazione "Amici della Pieve"

Di Gabriele Zelli Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 6 novembre 2026
Dal velo di Roma antica al “vestito buono” contadino: a Palazzo Morattini la storia dell’abito nuziale

Un viaggio lungo oltre un secolo per ripercorrere l’evoluzione del matrimonio, tra riti popolari, memoria sociale e l’arte sartoriale di un tempo. Sabato 7 novembre, alle ore 16,00, le sale di Palazzo Morattini in via Armelino 33 a Pievequinta, apriranno le porte alla mostra “Gli abiti degli sposi, come eravamo 50 (e più) anni fa”, curata dall’Associazione culturale e ricreativa “Amici della Pieve”.

L’inaugurazione sarà preceduta alle ore 15,00 da un’introduzione a cura di Radames Garoia, che approfondirà le dinamiche del corteggiamento, del fidanzamento e delle nozze all’interno della società tradizionale contadina romagnola, quando il matrimonio rappresentava un pilastro centrale della vita comunitaria.

Il cuore dell’esposizione comprende oltre 30 abiti nuziali originali, indossati da spose e sposi del territorio in un arco temporale che va dal 1910 ai giorni nostri. Ciascun abito è corredato da una scheda con le generalità dei coniugi, la data e il luogo del sì, la fotografia ufficiale delle nozze e, laddove rintracciabile, l’indicazione della sarta o dell’atelier che lo ha confezionato.

Il percorso espositivo offre inoltre una ricostruzione storica sull’origine del vestito da sposa: dai modelli dell’antica Grecia e la tradizione del velo colorato a Roma, fino al Medioevo dei damaschi accesi e all’introduzione del bianco, impostosi a livello globale dopo il matrimonio della regina Vittoria nel 1840. Nelle campagne romagnole, tuttavia, la veste bianca si diffuse soltanto nel secondo dopoguerra con il boom economico; prima di allora, le spose indossavano il “vestito buono”, spesso scuro, destinato a essere riutilizzato nella vita quotidiana.

La mostra rende omaggio anche alle sarte di paese e all’artigianato locale. Tra le immagini esposte spicca una fotografia del 1943 che ritrae le alunne della scuola elementare di Pievequinta — allora ospitata a Palazzo Morattini — durante le lezioni di cucito. A completare l’allestimento vi è una sezione dedicata ai corredi tradizionali (lenzuola, tovaglie e biancheria ricamata) custoditi nelle cassapanche e un tempo trasportati nella nuova casa sui carri addobbati.
L’esposizione sarà visitabile a ingresso libero nei fine settimana di sabato e domenica, fino al 29 novembre, dalle 15:00 alle 18:00.

L'autore

Gabriele Zelli
Gabriele Zelli

Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

Articoli correlati