Sorveglianza di Vicinato da ripensare: oggi l’ex vicesindaco di Forlì Giancarlo Biserna interviene sul tema della sicurezza a Santa Sofia e Castrocaro Terme e Terra del Sole, e lo fa con un’idea precisa: serve una “Sorveglianza di Vicinato 3.0”. Un tema che, sottolinea, riguarda non solo i due Comuni del comprensorio ma tutto il territorio.
Giancarlo Biserna parla con cognizione di causa: è stato per diversi anni referente per la Provincia del progetto iniziale e, da vicesindaco, ha lanciato l’iniziativa a Forlì e in diversi altri Comuni. La sua valutazione, però, è netta: nonostante l’impegno di molti e alcuni buoni risultati sul fronte della sensibilizzazione e del contrasto, il modello non ha funzionato.
Lo stesso vale, a suo giudizio, per il progetto avviato a Santa Sofia, che pure rafforzava il coinvolgimento dei cittadini: i reati, osserva, sono comunque aumentati, come in altri Comuni. L’ex vicesindaco ricorda di aver letto un documento firmato da Flavio Foietta, nel quale si ipotizza di rendere il progetto più incisivo. Nessuno, però, spiega come, e Biserna ritiene che il motivo sia la paura di un messaggio che chiede ai cittadini di non limitarsi a osservare e segnalare, ma di essere attivi sul campo.
Precisa subito che non si tratta di riproporre le vecchie ronde della Lega, bensì di creare una rete solidale su cui le forze dell’ordine possano contare in modo costante. Il nodo, secondo Biserna, è il flusso delle informazioni.
Oggi polizia, carabinieri e polizia locale non possono condividere informazioni, percorsi e azioni: devono solo ricevere le segnalazioni, poi se ne occupano da soli. Un meccanismo che, a suo avviso, non funziona. I volontari andrebbero invece considerati, responsabilizzati e coinvolti, non per fare gli sceriffi ma per diventare occhi attenti del territorio, con una linea diretta, continua e immediata con la polizia. Senza questo passaggio, conclude, non ci sono alternative.