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Forlì solidale con l’Istituto Oncologico Romagnolo: oltre 200 persone al Charity Dinner 2026

Il ricavato dell’iniziativa è stato di oltre 30.000 euro

Di Staff 4live Leggilo in 5 minuti
Aggiornato: 6 novembre 2026
Forlì solidale con l’Istituto Oncologico Romagnolo: oltre 200 persone al Charity Dinner 2026

Forlì risponde ancora una volta con generosità alla causa della lotta contro il cancro: l’edizione 2026 del “Charity Dinner IOR”, ormai una tradizione molto attesa nel calendario di novembre della città, ha riempito ieri giovedì 5 novembre la consueta cornice dell’Auditorium “San Giacomo” di persone pronte a sostenere diagnosi sempre più precoci e tumori sempre più guaribili. Il ricavato dell’iniziativa, oltre 30.000 euro, è stato raggiunto anche grazie ad aziende del territorio che hanno sostenuto la serata: Elfi, Azienda Agricola Orto Mio, Edilesterni, E.R. Lux, Plastica Cesena, Idrotermica e Osteria Don Abbondio.

Insieme ai contributi delle numerose cene organizzate dall’associazione in tutta la Romagna, sarà destinato ai Centri di Prevenzione Oncologica della Romagna, per aggiornare dispositivi e software in modo da individuare anche le più piccole lesioni al seno e prendere in carico i casi più complessi senza trasferire la paziente in strutture più qualificate.

A illustrare il progetto portato avanti con lo IOR alle oltre 200 persone presenti è stato il dott. Fabio Falcini, direttore del Dipartimento Oncoematologico dell’Ausl e responsabile del CPO di Forlì-Cesena. «Già da cinque anni utilizziamo, presso tutte le strutture della Romagna, una nuova tecnologia che è la mammografia con mezzo di contrasto, diventata oramai una metodica di routine per lo screening del tumore al seno perché offre numerosi vantaggi. Tuttavia, fino ad oggi, per una donna che presentava un’alterazione visibile solo ed esclusivamente grazie a questo procedimento, non avevamo altra scelta se non inviarla presso un centro in grado di praticare biopsie con mezzo di contrasto; o, ancor peggio, richiamarla dopo qualche mese per vedere se c’erano sviluppi. Con le novità che introdurremo anche grazie ad eventi come i “Charity Dinner” organizzati dall’Istituto Oncologico Romagnolo, potremo invece farci carico anche di queste casistiche complicate qui nelle strutture del nostro territorio. Oltre a non dover affrontare il disagio di un viaggio, la ricaduta positiva sarà notevole: procedure più rapide, meno invasive e più confortevoli, con minore stress fisico ed emotivo. Penso che la Romagna sia un territorio fortunato: le nostre donne sono molto sensibili, la Sanità Pubblica funziona, ed è anche per questo che abbiamo tassi di sopravvivenza superiori alla media nazionale. In questo senso è sicuramente da sottolineare anche lo splendido lavoro che producono al nostro fianco le associazioni di volontariato, un motore indispensabile grazie al quale possiamo raggiungere importanti obiettivi».

Gli ha fatto eco il presidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo, Luca Panzavolta. «La prevenzione è una tematica attorno alla quale ruota tutto questo 2026 della nostra organizzazione: veniamo dal Festival “IOR Life”, tenutosi in tarda primavera, che ha acceso i riflettori proprio sulle molteplici dimensioni in cui possiamo prenderci cura di noi stessi, dall’alimentazione al movimento, passando per i sani stili di vita. Il senso di responsabilità con cui affrontiamo questi aspetti della nostra esistenza è fondamentale per ridurre il rischio di ammalarsi e aiutare i medici quantomeno a contenere quello che è il male del secolo. Sicuramente, da sola, la prevenzione non basta: occorre anche la cura, la ricerca, la vicinanza al malato. In tutti questi ambiti lo IOR cerca di essere sempre presente, per riversare risorse a sostegno del nostro Sistema Sanitario. I passi avanti da compiere sono ancora tanti: abbiamo investito molto su nuovi dispositivi, sempre più precisi e tecnologici, stiamo anche valutando l’implementazione di metodologie legate all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale che possano aiutare nelle letture di dati e risultati i nostri professionisti. In questo senso i nostri “Charity Dinner” sono importanti, ma non esclusivamente per raccogliere i fondi necessari: sono momenti di incontro fondamentali tra realtà imprenditoriali e volontariato, due mondi apparentemente distanti ma che quando hanno modo di conoscersi scoprono sempre molti punti in comune, e immancabilmente fanno la differenza per il benessere del territorio».

Molto sentita anche la presenza di Vincenzo Bongiorno, vicesindaco del Comune di Forlì, che ha concesso il patrocinio e l’utilizzo gratuito dell’Auditorium San Giacomo. «L’amministrazione cittadina sostiene con grande convinzione i progetti dell’Istituto Oncologico Romagnolo, perché in questa realtà rivede lo spirito iniziale imposto dalla sensibilità, l’umanità, la professionalità medica del suo fondatore, il prof. Dino Amadori. Lo IOR continua a lavorare ogni giorno per far percepire al paziente che non è solo, che può sperare, che c’è sempre un percorso da intraprendere. Come saprete, perché recentemente l’ho reso pubblico, anch’io vengo da una malattia oncologica: al momento sono seguito dall’IRST per affrontare un periodo di terapia, e ho potuto toccare con mano quanto sia fondamentale per una persona chiamata a far fronte a un periodo difficile sentire al suo fianco un medico che non citi esclusivamente le statistiche di sopravvivenza che ha il tuo caso, ma che si prenda cura di te a 360°, con competenza ma anche umanità».

L'autore

Staff 4live
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Lo Staff comprende tutti i membri di 4live. Attivo fin dalla nascita di 4live (01.07.2011) ha lo scopo di comunicare tutte le informazioni e novità relative al nostro progetto.

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