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Memoria, partecipazione e solidarietà: l’Anpi “Giammarchi” ricorda Gino, Adelmo e Patrizia Fantini

Un incontro conviviale e di memoria storica con la celebrazione di tre generazioni della famiglia Fantini

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 7 novembre 2026
Memoria, partecipazione e solidarietà: l’Anpi “Giammarchi” ricorda Gino, Adelmo e Patrizia Fantini

La memoria della Resistenza incontra la vita cittadina in un momento di condivisione e riflessione storica. In occasione delle iniziative per la liberazione di Forlì, la sezione Anpi “Sergio Giammarchi” promuove per domenica 8 novembre l’appuntamento “Colazione e liberazione”. L’iniziativa si terrà a partire dalle ore 9,30 nella sede di via Albicini 25, offrendo ai cittadini l’opportunità di incontrarsi per un caffè, festeggiare la ricorrenza e rinnovare o sottoscrivere la tessera dell’associazione.

Il cuore della mattinata batte sulla memoria di una famiglia che ha segnato la storia antifascista del territorio. Alle ore 10,30 è infatti in programma un momento commemorativo dedicato a Gino, Adelmo e Patrizia Fantini. L’incontro vedrà gli interventi di Miro Gori presidente Anpi Forlì-Cesena, Lodovico Zanetti presidente Anpi Forlì, Franco Zambonelli compagno di Patrizia Fantini e Gabriele Zelli.

La storia di Gino Fantini, nato il 25 settembre 1924, si intreccia con i mesi più drammatici della lotta di Liberazione nell’Appennino romagnolo. Impiccato a Ranchio il 24 luglio 1944 a soli vent’anni, la sua morte avvenne nel quadro delle feroci operazioni di repressione condotte dai nazifascisti contro l’8ª Brigata Garibaldi, attestata da giugno a Campofiore di Pieve di Rivoschio. Quegli stessi reparti del IV battaglione della polizia italo-tedesca si resero responsabili delle stragi di Tavolicci (22 luglio) e del Carnaio (25 luglio), oltre che dei drammatici rastrellamenti di agosto a Meldola.

Il 6 agosto 1973 il Presidente della Repubblica ha conferito a Gino Fantini la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria per la fermezza d’animo e il sacrificio dimostrati; all’Ufficio Toponomastica del Comune di Forlì giace da tempo la richiesta di intitolargli uno spazio pubblico.

La testimonianza civile della famiglia proseguì nel dopoguerra con il fratello Adelmo Fantini (1931-2022). Protagonista della vita democratica ed economica di Forlì, fu tra i fondatori e primo segretario della Confesercenti forlivese, per poi ricoprire per lungo tempo i ruoli di consigliere comunale e assessore negli anni Settanta al fianco del sindaco Angelo Satanassi, contribuendo in modo decisivo alla riorganizzazione dei servizi della distribuzione cittadina.

Il testimone è giunto infine a Patrizia Fantini (1957-2026), figlia di Adelmo e nipote di Gino. Insegnante rigorosa e appassionata, ha profuso la sua dedizione alla Repubblica e alla Costituzione trasmettendone i valori a generazioni di studenti. Con atto testamentario, Patrizia ha donato all’ANPI di Forlì volumi storici e risorse economiche destinate a promuovere nelle scuole forlivesi progetti di ricerca sul sacrificio dello zio Gino e sull’impegno civile del padre Adelmo.

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