Possibili errori nell’erogazione dei compensi al personale sanitario dell’Ausl Romagna impegnato nel tutoraggio universitario: la vicenda è al centro di un’interrogazione alla Giunta regionale presentata oggi da Luca Pestelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che chiede verifiche e garanzie a tutela dei dipendenti. Come spiega lo stesso Pestelli, l’intesa sottoscritta il 30 settembre dall’Azienda con sindacati e Rsu prevede compensi da 100 a 400 euro per il personale che, tra il 2021 e il 2025, abbia svolto almeno un semestre di tutoraggio degli studenti delle professioni sanitarie.
Secondo le segnalazioni ricevute dal consigliere, però, alcuni dipendenti che ne avrebbero diritto non avrebbero visto arrivare il compenso, mentre ad altri, privi dei requisiti, sarebbe stato erogato per errore. Da qui la richiesta alla Giunta di quantificare i lavoratori coinvolti, chiarire le conseguenze fiscali e garantire adeguate tutele, trasparenza e tempi congrui per la presentazione delle osservazioni.
Pestelli ricorda che non si tratta del primo episodio a sollevare dubbi sulla gestione amministrativa dell’Azienda. Nel 2025, come riferito dall’assessore Massimo Fabi, furono inviati circa 2.200 solleciti di pagamento errati a cittadini esenti o che avevano già saldato i ticket; a luglio l’Ausl ha dovuto annullare e sostituire le graduatorie provvisorie DEP 2025 per un errore nell’algoritmo di calcolo dei punteggi; la Corte dei conti, infine, ha chiesto chiarimenti alla Regione sulla posizione del direttore generale Tiziano Carradori e sul cumulo tra stipendio e pensione.
Il quadro, per l’esponente di Fratelli d’Italia, è aggravato da carenze di organico, turni impegnativi, straordinari non sempre adeguatamente riconosciuti e dimissioni di numerosi professionisti: in questo contesto, sostiene, occorre valorizzare e fidelizzare il personale, non alimentare ulteriori incertezze. Poi l’affondo politico. Pestelli sostiene che il presidente della Regione, Michele de Pascale, anziché attaccare pretestuosamente il governo, dovrebbe vigilare sulla gestione delle risorse pubbliche da parte dei direttori generali da lui nominati.
Gli errori amministrativi, aggiunge, producono costi aggiuntivi che ricadono sui cittadini, economicamente attraverso Irpef, Irap e ticket farmaceutici, e socialmente, sottraendo risorse che dovrebbero essere destinate alla salute. “La sanità ha bisogno di servizi e investimenti, non di sprecare denaro pubblico per correggere inefficienze burocratiche”, conclude il consigliere.