La storia tragicamente e, spesso, con tanta ironia si ripete, magari in scala ridotta, ma ugualmente vergognosa. Dopo le terribili violenze di massa, appunto le “marocchinate”, compiute sulla popolazione civile italiana durante la Seconda Guerra Mondiale dai goumier, soldati coloniali marocchini, inquadrati nel Corpo di Spedizione Francese al comando del generale Juin, adesso abbiamo subito la “marocchinata” di Youssef Siher, 30 anni, italiano di seconda generazione, ma con indelebile, duraturo marchio marocchino familiare.
Costui, ora indagato dalla Procura della Repubblica di Milano per istigazione a delinquere, aggravata dalla finalità di terrorismo, anche perseguita con l’uso del mezzo informatico, pare risultare il promotore del Movimento 17 Ottobre, responsabile della vigliacca violenza teppistica, criminale nei disordini dello scorso fine settimana in diverse città italiane. Costui, manifesto proPal, risulta, basta scorrere alcuni video diffusi, noto esponente di ogni rivendicazione dei diritti islamici in Italia: sputa nel piatto del Paese che ha accolto la sua famiglia, che gli ha offerto certe, concrete possibilità di crescita, studio e lavoro.
Costui, Youssef Siher, ci ha ripagato con avversione, odio e violenza, però con tanta vigliaccheria, considerato come abbia preferito sobillare, aizzare teppisti, “maranza” e delinquentelli da strapazzo quali esecutori della sua malignità verso l’Italia e gli italiani. Peccato: davvero formidabile il suo curriculum scolastico, purtroppo gettato alle ortiche dell’utopia islamica della sostituzione etnico-religiosa. Bisogna indagare ancora: Youssef Sehir non può essere stato solo nel compimento della sua vile “marocchinata”.
Franco D’Emilio