Una lunga serie di accertamenti e ispezioni in abitazioni e appartamenti del centro storico di Forlì, dall’inizio dell’anno a oggi, è il bilancio dell’azione congiunta dell’Assessorato alla Sicurezza del Comune e della Polizia Locale. A illustrarlo è l’assessore Luca Bartolini, che parla di decine di appartamenti “sospetti” in cui gli agenti sono entrati nell’arco di 9 mesi, arrivando a identificare novantaquattro persone, tutte di sesso maschile e maggiorenni, appartenenti a diverse nazionalità: Marocco, Bangladesh, Gambia, Senegal, Ghana, Nigeria, Tunisia ed Egitto.
In tutti i casi, spiega l’assessore, la Polizia Locale ha riscontrato situazioni di grave degrado e potenziale pericolo per la salute pubblica, con letti accatastati in locali del tutto inidonei all’uso abitativo come cantine, lavanderie, verande, bagni e sottotetti. In un sopralluogo gli agenti hanno sorpreso tre persone all’interno di un vano di soli tre metri quadrati, privo di finestre e di aerazione; in un altro caso alcuni occupanti sono stati trovati in un bagno adibito a camera da letto, con i materassi buttati a terra.
C’è poi l’aspetto economico: secondo Bartolini nessuno degli occupanti era in regola con l’affitto. Le persone identificate hanno riferito di versare ai locatari o ai proprietari degli immobili somme mensili comprese tra i 150 e i 300 euro, interamente in nero. Gli approfondimenti anagrafici e amministrativi successivi hanno portato all’emissione di decine di verbali per omessa dichiarazione di ospitalità, previsti dall’articolo 7 del decreto legislativo 286 del 1998, a provvedimenti di cancellazione anagrafica e a ulteriori accertamenti da parte della Guardia di Finanza e dell’Ausl.
L’avvio di questi controlli capillari, aggiunge l’assessore, ha inoltre generato una risposta importante da parte della comunità: sono numerose le segnalazioni arrivate al Comando di Polizia Locale da commercianti e residenti, a dimostrazione, secondo Bartolini, dell’elevata sensibilità verso il tema della legalità abitativa.