La bellezza come forma di potere, il pregiudizio nei confronti delle donne e la strumentalizzazione delle vittime. Sono alcuni dei temi al centro di Processo a Elena, lo spettacolo scritto e interpretato da Paola Fresa che inaugura martedì 27 ottobre, alle ore 21,00 la Stagione di Teatro Contemporaneo al Teatro Piccolo di Forlì. La regia è di Emiliano Bronzino, mentre la produzione è firmata da Accademia Perduta/Romagna Teatri e Fondazione TRG Torino. La rappresentazione sarà replicata mercoledì 28 ottobre alle ore 10, con una matinée dedicata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Già vincitrice del Premio Nazionale Enriquez con P come Penelope, Paola Fresa prosegue la propria ricerca sull’universo femminile contemporaneo attraverso la rilettura dei grandi personaggi della mitologia e dell’epica. Questa volta al centro della scena c’è Elena di Troia, figura che da secoli incarna il fascino della bellezza, ma anche il peso di un giudizio che l’ha resa responsabile di una delle guerre più celebri della storia.
Una donna sotto processo
Lo spettacolo prende le mosse da un espediente narrativo che ribalta quello dei Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. Durante una replica, un’autrice si ritrova sul palco senza il personaggio che avrebbe dovuto raccontare la propria storia: Elena, assente all’appuntamento con il pubblico.
Costretta a sostituirla, la narratrice ricostruisce la vicenda della principessa di Sparta attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuta. A parlare sono Clitennestra, la sorella; Leda, la madre; Menelao, il marito tradito; Cassandra, la cognata veggente; ed Ecuba, la suocera che la odia.
Le loro parole compongono una galleria di testimonianze che restituisce immagini diverse e spesso contraddittorie della stessa donna. Il racconto si trasforma così in un processo nel quale Elena diventa il bersaglio di un pregiudizio antico, destinato ad allargarsi fino a coinvolgere la condizione femminile nel suo complesso.
La domanda che attraversa la rappresentazione riguarda il potere della bellezza e le sue conseguenze. Da un lato, un dono capace di esercitare un’influenza sugli altri; dall’altro, una condanna che può trasformare una donna in oggetto del desiderio, del giudizio e del potere maschile.
Attraverso la riscrittura contemporanea del mito, Processo a Elena affronta questioni di stretta attualità: l’oggettivazione del corpo femminile, la misoginia, la violenza di genere e la tendenza a colpevolizzare le vittime. Al centro anche il tema dell’anadeia, termine greco che indica la sfrontatezza e la mancanza di riguardo, spesso associate alla figura femminile.
Biglietti e informazioni
Il biglietto costa 10 euro, a cui si aggiunge un euro di diritto di prevendita per gli acquisti o le prenotazioni effettuati tramite i canali tradizionali. Per gli acquisti online è prevista una maggiorazione applicata da Vivaticket. La prevendita è attiva alla biglietteria del Teatro Diego Fabbri, in corso Diaz 38/1. Le prenotazioni telefoniche si effettuano allo 0543/26355.
I biglietti sono disponibili anche online su Vivaticket. La biglietteria serale del Teatro Piccolo apre alle ore 20. Per informazioni è possibile contattare 0543/64300 oppure consultare il sito di Accademia Perduta/Romagna Teatri.