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Alloggi popolari e sociali, approvate due leggi regionali: Calvano critica il centrodestra

Di Staff 4live Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 22 ottobre 2026
Alloggi popolari e sociali, approvate due leggi regionali: Calvano critica il centrodestra

Via libera dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna a due provvedimenti dedicati all’emergenza abitativa. A sottolinearne l’importanza è Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico, che al tempo stesso critica l’atteggiamento delle forze di centrodestra durante il dibattito in aula. La prima legge autorizza la Regione a ricorrere all’indebitamento per finanziare con 200 milioni di euro un piano straordinario destinato al recupero e all’incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale. Le risorse, distribuite tra il 2027 e il 2028, serviranno a riqualificare gli alloggi esistenti e a realizzarne di nuovi attraverso interventi promossi da Regione e Comuni.

Il secondo provvedimento riguarda invece l’adeguamento dei criteri di accesso alle case popolari alle indicazioni della Corte costituzionale, con l’obiettivo di rendere le graduatorie conformi alle pronunce della magistratura.
«Di fronte all’emergenza abitativa servono risorse e risposte, non tentativi di rallentare i provvedimenti – afferma Calvano -. La Regione mette in campo 200 milioni di euro per recuperare alloggi inutilizzati, riqualificare il patrimonio pubblico e aumentare l’offerta di case popolari e sociali. Ogni alloggio recuperato e ogni nuova abitazione possono rappresentare una risposta concreta per una famiglia in difficoltà».

Sul tema delle graduatorie, il capogruppo dem evidenzia come la normativa regionale recepisca le indicazioni della Corte costituzionale. «La residenza storica non può prevalere sul bisogno economico. Anche amministrazioni guidate dal centrodestra si sono adeguate a queste sentenze. Ignorarle avrebbe significato esporre le graduatorie a ricorsi, allungare i tempi e penalizzare proprio chi attende una casa».

Calvano precisa inoltre che restano in vigore alcuni requisiti, fra cui i tre anni di residenza o il possesso di un permesso di soggiorno biennale per poter presentare domanda. Resta inoltre valorizzato il tempo trascorso in graduatoria, elemento che continua a premiare chi vive da più tempo sul territorio.

«La differenza è chiara – conclude Calvano -. Noi lavoriamo per aumentare gli alloggi disponibili e dare risposte a chi è in difficoltà. Le destre hanno invece scelto l’ostruzionismo anche su un tema che incide direttamente sulla vita delle persone».

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