L’allarme lanciato in merito alle possibili proteste a Forlì e Cesena viaggia sul filo di una doppia realtà: da un lato l’enfasi mediatica di notizie gonfiate per attrarre lettori, dall’altro un rischio concreto che non può essere sottovalutato. A sottolinearlo è CasaPound Italia, che in una nota interviene sul paventato rischio che anche nel territorio romagnolo si verifichino i saccheggi e i disordini che hanno già colpito diverse città italiane ed europee (Parigi in primis).
Secondo il movimento di estrema destra, il problema non può essere derubricato a mero “disagio giovanile”. Gli scontri registrati di recente, evidenzia la nota, non rappresentano la “rivolta sociale” sostenuta dalla sinistra, né la “guerra ibrida” evocata da settori della destra. Per CasaPound, svaligiare le vetrine sfruttando il caos non ha nulla di rivoluzionario, ma costituisce il modo prepotente con cui “nuovi italiani” di seconda generazione partecipano alla società dei consumi. Allo stesso tempo, la mobilitazione degli studenti spinti dai social non nascerebbe da ingerenze straniere, bensì da reali spaccature interne al Paese.
Al centro dell’attacco di CasaPound finisce il modello di gestione dei flussi migratori adottato negli anni dai governi di entrambi gli schieramenti: una visione ritenuta appiattita sulle esigenze del mercato, che avrebbe finito per creare masse di giovanissimi difficilmente integrabili sia dalla scuola sia dalla società. Un cortocircuito del sistema che palesa, secondo il movimento di estrema destra, le responsabilità di politiche cieche di fronte alle conseguenze culturali, sociali e demografiche a lungo termine.
Di fronte a questo quadro, per CasaPound la sola gestione dell’ordine pubblico appare del tutto insufficiente. Inasprimenti delle pene, idranti o il conteggio dei rimpatri non basteranno a fermare eventuali saccheggi se non affiancati da una radicale inversione di rotta. “Per difendere la Romagna e l’Italia dal declino” – conclude la nota – occorre una vera e propria politica di riconquista sociale incentrata su casa di proprietà, lavoro stabile, salari dignitosi e sostegno alla natalità“.