Prende ufficialmente il via a Dovadola la rassegna “Dovadola, parole dell’entroterra”, iniziativa culturale organizzata dal Collettivo Rime in collaborazione con la Pro Loco locale. Per tre venerdì consecutivi, tra settembre e l’inizio di ottobre, piazza Cesare Battisti si trasformerà in un salotto a cielo aperto: un luogo di incontro e di ascolto dedicato agli autori, agli storici e alle edizioni del territorio. Tutti gli appuntamenti inizieranno alle ore 18,00.
Il programma di venerdì 18 settembre: inaugura la rassegna Carlo Giannelli, che presenterà il volume Aspetti del riformismo leopoldino nella Romagna Granducale (Risguardi Edizioni). Attraverso un attento lavoro sulle fonti archivistiche italiane e cecoslovacche – molte delle quali inedite – il saggio ricostruisce l’impatto delle riforme politiche, giudiziarie e amministrative promosse da Pietro Leopoldo nelle comunità delle vallate del Tramazzo, del Montone, del Rabbi e del Bidente. Un passaggio cruciale dalla dinastia medicea all’età leopoldina che emerge con chiarezza dalle carte d’archivio. A dialogare con l’autore saranno Gabriele Zelli, autore della prefazione, e l’editore Renzo Casadei.
Venerdì 25 settembre. L’attenzione si sposta sulla memoria popolare e sulla figura di Edmondo Valpiani (Forlì, 1910), falegname e zirudellista. Le sue rime “scartavetravano” e ridipingevano personaggi, fatti e quotidianità del Novecento forlivese. A rievocare queste storie, raccolte nel libro Di legno, carta e di altre storie. Memorie di un poeta Marangone (L’Arcolaio Editore), sarà il nipote Ando Fabbri, antropologo. Per l’occasione Fabbri accompagnerà il racconto con il suono della fisarmonica, vecchi quaderni e un prezioso faldone di fotografie d’epoca, restituendo al pubblico non solo le parole, ma anche le atmosfere di un tempo.
Venerdì 2 ottobre la rassegna si chiude con Eraldo Baldini, che presenterà Uomini e alberi nella cultura popolare della Romagna (Il Ponte Vecchio Editore). Un viaggio affascinante nel legame indissolubile tra uomo e natura: nelle pagine del volume, alberi e vegetazione non sono semplici elementi del paesaggio, ma diventano simboli di forza vitale, oggetti di culto e protagonisti di miti e riti che hanno lasciato tracce profonde nel folklore romagnolo. Tre appuntamenti per ascoltare storie di territorio, memoria e radici, nel cuore di Dovadola.