Italia Viva Forlì e Italia Viva Ravenna accolgono con favore la firma del protocollo d’intesa tra i Comuni di Forlì e Ravenna e Forlì Airport, che introduce la denominazione promozionale “Aeroporto Luigi Ridolfi Forlì-Ravenna” e avvia una collaborazione strutturale tra i due territori. Per il partito l’intesa va ben oltre il cambio di nome dello scalo e può rappresentare un passaggio di portata storica nei rapporti tra due città vicine, legate da infrastrutture, imprese, servizi e interessi comuni.
Il protocollo prevede la valorizzazione della domanda proveniente dal territorio ravennate nello sviluppo delle rotte del Ridolfi, una collaborazione nella promozione turistica e nell’attrazione degli investimenti e l’impegno di Ravenna a promuovere lo scalo forlivese come aeroporto di riferimento della città. Italia Viva guarda con particolare interesse anche alla possibilità di costituire un tavolo tecnico di coordinamento, incaricato di monitorare gli effetti dell’intesa e di predisporre ogni anno un programma di iniziative comuni, e di coinvolgere progressivamente altri attori del territorio: enti locali, Camera di Commercio della Romagna, Autorità di Sistema Portuale, APT Servizi, associazioni di categoria e imprese.
«Quello firmato ieri non è semplicemente un accordo sull’aeroporto: può segnare un cambio di paradigma nei rapporti tra Forlì e Ravenna», dichiara Leonardo Gallozzi, presidente territoriale di Italia Viva Forlì. «Per troppo tempo in Romagna abbiamo ragionato dentro i confini dei singoli territori. Oggi Forlì e Ravenna scelgono invece di mettere insieme ciò che ciascuna può offrire all’altra». Secondo Gallozzi il Ridolfi può diventare «la porta sul mondo di un’area molto più vasta della sola città di Forlì», mentre Ravenna, con il porto, il turismo, la cultura e il sistema crocieristico, può contribuire in maniera decisiva alla crescita dello scalo.
Sul versante ravennate, Roberto Fagnani, presidente di Italia Viva Ravenna, sottolinea che l’accordo significa «rafforzare concretamente la propria accessibilità e costruire nuove opportunità per il turismo, per le imprese e per tutto il territorio». La vicinanza con il Ridolfi, aggiunge, è un’occasione da sfruttare pienamente, collegando sempre meglio aeroporto, città, porto e sistema ferroviario. «La sfida adesso è trasformare gli impegni contenuti nel protocollo in infrastrutture, collegamenti e servizi concreti».
Gallozzi e Fagnani indicano poi insieme le priorità: migliorare la Ravegnana, costruire collegamenti efficienti tra le due città e pianificare in modo integrato il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì e le due stazioni ferroviarie, che non devono restare infrastrutture separate ma diventare nodi di un unico sistema capace di collegare persone, merci, turismo e imprese. Per i due presidenti la firma «non può quindi essere un punto d’arrivo: deve essere l’inizio di un percorso molto più ambizioso». La vera portata storica dell’accordo, concludono, non sta nell’aggiungere il nome di Ravenna a quello dell’aeroporto, ma nel cominciare a ragionare come un territorio integrato. «Forlì e Ravenna non devono limitarsi a essere città confinanti: possono diventare città alleate».
Dall’aeroporto, che è il primo banco di prova, potrebbe nascere una collaborazione più ampia su infrastrutture, mobilità, turismo, università, sviluppo economico e servizi. «Abbattere i campanili non significa cancellare le identità delle nostre città, ma renderle più forti mettendole in rete».