Ho tenuto una lezione, oggi, ai miei studenti di Storia del Risorgimento, a Bologna. Essa riguardava il fenomeno, sempre più diffuso, dei cosplayers, cioè di chi si traveste per restituire o inventare ambienti, in genere del passato. Fra i casi più riusciti, in Italia, la ricostruzione di fatti o giostre del Medioevo.
I miei amici del Museo diffuso del Risorgimento, fra Verona, Mantova e Brescia, si dedicano ai teatri di battaglia delle guerre risorgimentali, in un paesaggio bellissimo (le colline moreniche a sud del Garda). Per funzionare, la reinvenzione della tradizione deve avere un contatto con cose accadute realmente in un determinato posto, anche per valorizzare il patrimonio culturale, mobile o immobile o immateriale, del luogo. Basti pensare a Waterloo.
Ero perciò incuriosito dal trapianto in piazza Saffi di un evento avvenuto nella primavera del 1849 sul Gianicolo a Roma. La sparatoria ha certamente stupito: moltissimi erano, fra gli altri, gli immigrati divertiti intenti a fotografare e a riprendere, fra il fumo e le divise. Non ho idea di ciò che possa essere passato come messaggio.
Suggerirei al Comune, in futuro, di coinvolgere almeno gli istituti culturali che conservano tesori inestimabili e trascurati del nostro Risorgimento, per rendere più esplicito il legame con la tradizione patriottica, peraltro piuttosto pacifica, della nostra città.
Roberto Balzani