Il 5 settembre 1926 l’Amministrazione di Bertinoro erigeva la colonna degli anelli, il cui mito letterario risaliva al ‘300 e ai primi commentatori di Dante. Era quella, dopo la Grande Guerra, un’epoca in cui non ci si accontentava più di pensare i simboli: li si voleva vedere fisicamente.
Il fascismo colse questa esigenza, manifestata prima da Spallicci e dagli intellettuali de “La piè” (la piadina) e la applicò con successo su scala romagnola.
Ma la suggestione della colonna veniva da più lontano: presso Bertinoro c’è la chiesa di Polenta cantata da Carducci. Altra operazione di invenzione della tradizione. Insomma: un grande avvenire dietro le spalle. Osservate: il nuovo gonfalone di Bertinoro è del 1924, la colonna del 1926. Ma l’ospitalità è l’identità del paese da sempre.
Roberto Balzani