Cento anni di ospitalità, tradizione e identità romagnola. Bertinoro si prepara a celebrare il centenario della Festa dell’Ospitalità, appuntamento che dal 2 al 6 settembre porterà nel borgo eventi culturali, spettacoli, musica e momenti conviviali. Il momento più atteso sarà domenica 6 settembre, quando ai piedi della Colonna degli Anelli tornerà a celebrarsi, per la centesima volta, il Rito dell’Ospitalità.
L’edizione del centenario punta a ripercorrere un secolo di storia della manifestazione, ma anche a collegarlo all’attualità, attraverso appuntamenti rivolti a generazioni e interessi diversi. Tra gli appuntamenti dedicati alla memoria spiccano quelli dedicati a Paolo Amaducci e Aldo Spallicci. Al primo, lo studioso bertinorese che negli anni Venti fu protagonista del recupero della Colonna degli Anelli, sarà conferita alla memoria la Cittadinanza Benemerita. A Spallicci, padre costituente, sarà invece assegnato il Premio Gatti. L’iniziativa si inserisce anche nelle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne. Nell’ambito della cerimonia è previsto lo spettacolo “Zia Mariuccia. Una storia vera” di Simone Toni.
Il programma della Festa dell’Ospitalità si apre mercoledì 2 settembre con l’ottava edizione di Collincanto, che porterà sul palco di piazza della Libertà dieci giovani artisti, selezionati attraverso le audizioni, con un repertorio di brani editi e inediti.
Giovedì 3 settembre, nei giardini della Rocca, sarà la volta di Ascanio Celestini con “Poveri Cristi”, spettacolo che inaugura il festival itinerante Come Acqua.
Venerdì 4 settembre spazio invece alla tradizione gastronomica romagnola con la Cena della Vendemmia, inserita nel programma delle Notti del Vino. Piazza della Libertà ospiterà il tradizionale banchetto a cielo aperto, con protagonisti la Piadina Romagnola IGP e i vini di Romagna DOC e DOCG.
Sabato 5 settembre i giardini della Rocca accoglieranno Niccolò Fabi, impegnato nell’ultima data del suo tour estivo.
Il giorno successivo sarà quello centrale della manifestazione. Domenica 6 settembre, ai piedi della Colonna degli Anelli, si rinnoverà infatti il Rito dell’Ospitalità, arrivato alla sua centesima celebrazione. Un appuntamento che rappresenta il cuore della Festa e che da decenni richiama a Bertinoro ospiti provenienti da diversi ambiti della cultura, della società e delle istituzioni.
Dalla Colonna medievale alla Festa moderna
La storia dell’ospitalità bertinorese è però molto più antica del centenario che sarà celebrato in questi giorni. Le sue origini risalgono ai primi anni del XIII secolo, quando le principali famiglie del borgo si contendevano l’onore di accogliere i forestieri che arrivavano sul colle.
Secondo la tradizione, per mettere fine alle rivalità il giudice Guido Del Duca e l’amico Arrigo Mainardi fecero realizzare la Colonna degli Anelli, assegnando un anello a ciascuna delle dodici famiglie più importanti del paese. Il forestiero poteva legare il proprio cavallo a uno degli anelli e veniva quindi accolto dalla famiglia corrispondente.
La colonna rimase per secoli nella piazza, prima di essere rimossa tra il XVII e il XVIII secolo. Nel 1922, durante i lavori di rinnovamento della piazza e del palazzo comunale, vennero ritrovati alcuni suoi resti. Fu allora che Paolo Amaducci avviò gli studi che permisero di ricostruirla sulla base dei documenti d’archivio.
La nuova Colonna degli Anelli venne inaugurata il 6 settembre 1926 e, in quella stessa occasione, fu ripristinato il rito medievale dell’ospitalità. Da allora la Festa dell’Ospitalità viene celebrata ogni anno, nella prima domenica di settembre.
Il centenario sarà accompagnato anche da una mostra dedicata alla Stamperia Pascucci di Gambettola, che festeggia quest’anno due secoli di attività. Nella Sala del Popolo saranno esposti arazzi stampati e dipinti a mano dalla storica bottega, con raffigurazioni dei “Castelli di Romagna”.
«Cento anni non sono un traguardo, sono un punto di partenza» ha sottolineato il sindaco Filippo Scogli, ricordando il ruolo di Amaducci nella ricostruzione della Colonna e sottolineando come il rito dell’ospitalità continui a rappresentare un tratto identitario della comunità bertinorese. Per l’assessora regionale Gessica Allegni, invece, la Festa rappresenta una tradizione capace di confrontarsi con il presente e di mantenere vivo un messaggio di apertura e inclusione.
Nel corso degli anni al Rito dell’Ospitalità hanno preso parte anche numerosi ospiti illustri, tra cui l’attore Arnoldo Foà, il Premio Nobel per la Chimica Jean-Pierre Sauvage e Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime di Ustica.