Unisce le vette delle Ande ecuadoriane alle comunità della Romagna, trasformando un’esperienza di volontariato all’estero in un canale concreto di economia solidale. Si chiama Tatarabuela il nuovo progetto ideato da Caterina Amadei, giovane laureata in traduzione e mediazione linguistica rientrata in Italia dopo un anno trascorso a quasi tremila metri di altitudine.
L’iniziativa ha preso forma nel luglio 2025 con la partenza per il Servizio Civile Universale a Guaranda, capoluogo della provincia di Bolívar, tra le aree più vulnerabili dell’Ecuador. Lì, collaborando con la ONG locale Fepp e con le realtà del commercio equo-solidale, la cooperante ha lavorato a contatto diretto con i produttori locali, rimanendo colpita dalla resilienza di intere comunità e, in particolare, di un gruppo di donne artigiane impegnate nel riscatto della propria terra.
Il nome Tatarabuela, che in spagnolo significa “trisnonna”, celebra il sapere antico tramandato di madre in figlia come strumento di emancipazione femminile. Attraverso il progetto vengono distribuite sul mercato italiano le creazioni realizzate a Simiatug, comunità andina isolata a tremila metri d’altezza: ceste tradizionali in paglia intrecciata del Páramo, borse, astucci e guanti ricamati con motivi tipici. Sostenuta dall’associazione trentina Pachamama, l’iniziativa punta a diffondere la cultura andina in Italia assicurando al contempo un’autonomia finanziaria e un sostegno economico diretto alle artigiane ecuadoriane.