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L’esempio di 10 medici bolognesi. Il ricordo di Franco Rusticali

Di Franco D'Emilio Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 30 luglio 2026
L’esempio di 10 medici bolognesi. Il ricordo di Franco Rusticali

Conforta e riempie davvero il cuore di rinnovata speranza nell’umanità la notizia che a Bologna dieci medici (a sinistra, nella foto d’insieme) di grande esperienza, ormai all’apice di prestigiose e, soprattutto, meritate carriere, diciamo anche pensionati, ma, comunque, ancora in campo contro l’umana sofferenza fisica, abbiano dato la loro disponibilità per un poliambulatorio gratuito, che garantisca visite e diagnosi specialistiche a chi povero di mezzi. Dieci medici, che hanno onorato e tuttora onorano la scienza medica, mai dimentichi della deontologia professionale, radicata nel giuramento di Ippocrate.

Ecco, da questi dieci luminari, diciamoli pure eccellenti lavoratori qualificati della sanità, una bella lezione di civismo che testimonia il loro impegno di cittadini esemplari, che non distolgono lo sguardo da chi in difficoltà, sofferente e, peggio ancora, indigente. Dunque, dieci soccorrevoli angeli, non è esagerato chiamarli così, che gratuitamente visiteranno e cureranno entro una struttura ambulatoriale, situata a Bologna in via Trauzzi 15/ab nel quartiere Pilastro: realtà cittadina certo non priva di diffuse condizioni di marginalità e fragilità socioeconomica.

Tanta generosità professionale, rappresentata dall’associazione onlus “Buoni Dottori”, è stata molto opportunamente assecondata da provvide decisioni della giunta comunale e dell’Acer (Azienda Casa Emilia-Romagna) di Bologna, quest’ultima per il reperimento e la concessione degli spazi utili. Una splendida e subito fattiva sinergia per recare aiuto, speranza, pure salvezza dal male. Un’efficiente sinergia che sfida e manda gambe all’aria tanta politica parolaia sulla sanità; che esalta, in particolare, il ruolo del volontariato in campo medico e assistenziale; infine, che realizza appieno quel modello di medicina democratica, tanto caro a Giulio Alfredo Maccacaro, trascorso, ma prezioso nome storico della medicina italiana.

Ma chi mai sono queste dieci buone anime samaritane? Innanzitutto, sono docenti universitari e ricercatori, quindi primari ospedalieri, ciascuno eccellenza in una branca della medicina. Impossibile non fare i nomi di tanto valore: Claudio Borghi, specialista in medicina interna; Eugenio Brunocilla, specialista in urologia; Pietro Cortelli, specialista in neurologia; Massimo P. Di Simone, specialista in chirurgia generale; Gaetano Domenico Gargiulo, specialista in cardiochirurgia pediatrica; Gilberto Poggioli, specialista in chirurgia gastrointestinale; Eleonora Porcu, forse doppiamente angelica per la sua sensibilità femminile, specialista in ostetricia e ginecologia.

E, ancora, Livio Presutti, specialista in chirurgia della testa e del collo; Mario Taffurelli, specialista in chirurgia generale e senologo; infine, Pierluigi Viale, specialista in malattie infettive. Tutti assieme un vero e proprio gotha della medicina bolognese, spesso riferimento per tanti malati italiani e stranieri. Dieci nomi prestigiosi, sempre nel solco della grande scuola medica dell’Università degli Studi di Bologna. Lo stesso ateneo dove nel ’63 aveva conseguito la laurea in medicina e chirurgia il forlivese Franco Rusticali (Forlì, 1938- 2015), poi specializzatosi in cardiologia presso l’Università di Ferrara e, successivamente, in medicina nucleare presso l’Università di Firenze: una lunga e significativa carriera ospedaliera di valente primario di cardiologia nella sua città natale.

Perché citare Franco Rusticali (a destra nella foto soprastante), anche per due mandati apprezzato sindaco di Forlì dal ’95 al 2004? Perché la notizia della soccorrevole, gratuita disponibilità professionale dei dieci medici a Bologna mi ha immediatamente richiamato alla mente alcuni casi difficili di pazienti indigenti, bisognosi di cure che con grande discrezione e generosità personale il dottor Rusticali si prodigò di aiutare sino alla guarigione. Sono stato testimone del suo silenzioso e concreto impegno di medico e cittadino per il bene altrui, alla fine suggellato da una stretta di mano ed un sorriso al paziente, come dire “Ce l’abbiamo fatta!”

Mi piacerebbe che sul filo del ricordo del buon Rusticali, pure a Forlì si realizzasse un’iniziativa, analoga a quella bolognese, dunque in soccorso di cittadini malati, senza mezzi, magari anche strozzati disperatamente dalle liste d’attesa. Forlì è città di sanguigna generosità, non manca di medici a fine carriera, disponibili a dare un aiuto: l’amministrazione comunale potrebbe cogliere l’occasione di un segno tangibile di grande impegno sociale.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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