A ottant’anni dalla sua morte, Forlì ha ricordato Mario Bonavita, in arte Marf, compositore e artista forlivese scomparso il 3 agosto 1946 a soli 52 anni. In occasione dell’anniversario, il vicesindaco Vincenzo Bongiorno e i pronipoti del compositore, Alberto Zambianchi, Margherita Mathieu e Lisa Fusaroli, hanno deposto un omaggio floreale sulla sua tomba, nel Cimitero monumentale di Forlì. Nato a Forlì nel 1894 in una famiglia di industriali, Bonavita era figlio di Leonida, tra i fondatori della Società Anonima Bonavita, importante azienda cittadina specializzata nella produzione di feltro.
Dopo la laurea in chimica farmaceutica, Bonavita si trasferì a Milano per motivi professionali. Fu nel capoluogo lombardo che riuscì a coltivare la sua passione per la musica, entrando in contatto con diversi autori e affermandosi come compositore. Con lo pseudonimo di Marf firmò testi e musiche di numerose canzoni di successo, tra cui “Bombolo”, uno dei brani che contribuirono alla sua notorietà a livello nazionale. Lo stesso pseudonimo conservava un legame con la città d’origine: “Mar” dalle prime lettere del nome Mario e la “f” finale come riferimento a Forlì.
Nella seconda metà degli anni Trenta Bonavita tornò a Forlì, nella villa di famiglia a Vecchiazzano. Qui continuò a dedicarsi alla musica, affiancandovi altre passioni, dalla pittura alla sperimentazione nel settore agricolo e zootecnico. La sua vita si interruppe improvvisamente nell’estate del 1946, quando venne colpito da un infarto. «Marf ha lasciato una significativa traccia nella cultura musicale italiana. I suoi brani sono stati interpretati da celebri artisti», ha ricordato il vicesindaco Bongiorno, sottolineando come la città intenda continuare a mantenere viva la memoria dell’artista.
A ricordare il carattere eclettico di Bonavita sono stati anche i pronipoti: «I nostri genitori parlavano sempre di questo zio Mario come persona dai tanti talenti e dal forte temperamento». Una figura forse meno conosciuta di altri protagonisti della storia culturale forlivese, ma che attraverso le sue canzoni arrivò a conquistare una notorietà ben oltre i confini della Romagna.