A Forlì con molto fair play sono volati e, forse, ancora “delicatamente” voleranno stracci tra l’Amministrazione di Forlì e alcune, addirittura tredici, associazioni culturali, critiche verso l’affidamento di eventi culturali, in esclusiva a qualche operatore culturale, dunque fuori dal pieno rispetto della trasparenza amministrativa. Con molto tatto e diplomatico savoir-faire le associazioni dissenzienti hanno sputato il rospo, probabilmente trattenuto da tempo, ma non più sopportabile.
È la solita storia di chi si sente escluso, interamente o in parte, dal taglio e dalla distribuzione della torta, in questo caso il “ciambellone” delle risorse, destinate alle varie associazioni culturali cittadine. Davvero insopportabile che l’affidamento diretto dell’organizzazione della rassegna estiva “Cinema di Misura”, iniziativa del Comune di Forlì in partnership con Casa Walden Comunicazione, abbia assorbito da sola risorse pari o superiori a quelle che altri ottengono soltanto attraverso una selezione ed un’attenta rendicontazione e verifica.
Non c’è equa distribuzione di risorse per cui risulta inevitabile avvalorare l’idea che nel nostro cittadino business culturale non vi sia abbastanza e pari trippa per tutti i gatti o, più terra terra, poca cosa sia, ormai, un osso per tanti morsi. Ben 27 le associazioni culturali forlivesi, una ogni 4.376 forlivesi, solamente 23 quelle attive, una ogni 5.137: davvero dati da oltremisura galoppante inflazione associativa culturale, a fronte di una cultura forlivese asfittica, piatta e senza verve, terribilmente focomelica nei servizi.
Dunque, ben 23 le associazioni culturali attive a Forlì, eppure non si sa entro quale progetto complessivo, ancora di più entro quale modello culturale, presente e futuro, della città. Quest’ultimo non esiste da lungo tempo, mancandone miseramente e cronicamente la capacità elaborativa, né possono supplirlo iniziative perlopiù riempitive ed episodiche, estemporanee e attuate per prevalente interesse di bottega politica.
Un modello culturale di riferimento richiede un imprescindibile, coinvolgente impegno di tutta la città e delle sue, a diverso titolo, rappresentanze: solamente così, come in altre attività, può elaborarsi un’utile strategia culturale a breve e medio termine, sulla quale valutare pure la classe dirigente coinvolta. Diversamente, soltanto largo all’improvvisazione e al dilettantismo culturale a Forlì.
Franco D’Emilio