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Festival e associazioni scrivono al Comune: «Più trasparenza negli incarichi culturali»

Di Staff 4live Leggilo in 5 minuti
Aggiornato: 6 agosto 2026
Festival e associazioni scrivono al Comune: «Più trasparenza negli incarichi culturali»

Un appello all’Amministrazione comunale di Forlì perché si apra un confronto sulle modalità con cui vengono assegnati gli incarichi per le iniziative culturali finanziate con risorse pubbliche. È quello lanciato da 13 realtà del panorama culturale forlivese, che hanno diffuso una nota con la quale chiedono maggiore trasparenza sugli affidamenti diretti, prendendo spunto dalla recente rassegna cinematografica estiva promossa dal Comune nel centro storico.

I firmatari precisano fin dalle prime righe di non voler mettere in discussione né la qualità della manifestazione né il lavoro dell’operatore che ha ottenuto l’incarico. Il tema, spiegano, riguarda esclusivamente il metodo con cui vengono programmate e finanziate le iniziative culturali e la necessità di evitare che procedure eccezionali possano trasformarsi in una prassi consolidata.

Nel mirino finisce la determinazione dirigenziale n. 1527 del 27 maggio 2026 con la quale il Comune di Forlì, attraverso il Servizio Sviluppo Economico e Valorizzazione del Patrimonio, ha affidato direttamente l’organizzazione della rassegna cinematografica estiva, conclusasi nei giorni scorsi, impegnando una spesa di circa 61.000 euro.

Secondo quanto riportato nella nota, il 4 maggio l’Amministrazione avrebbe richiesto preventivi a tre soggetti: due sale cinematografiche, una di Cesena e una di Rimini, che avrebbero rinunciato perché già impegnate nelle rispettive programmazioni estive, e un’agenzia di comunicazione forlivese, unica ad aver presentato un’offerta.
Le associazioni evidenziano inoltre che nessuna delle realtà che organizzano stabilmente festival, rassegne e attività culturali in città sarebbe stata coinvolta o consultata prima dell’affidamento. Dell’iniziativa, sostengono, si sarebbe avuta notizia soltanto attraverso gli organi di informazione.

Uno degli aspetti sottolineati dai firmatari riguarda anche il fatto che l’iniziativa sia stata gestita dal Servizio Sviluppo Economico e Valorizzazione del Patrimonio, nell’ambito delle politiche di rilancio del centro storico, e non dall’assessorato alla Cultura. Una scelta ritenuta legittima, ma che, secondo le associazioni, rende ancora più necessario un chiarimento sul coordinamento delle politiche culturali cittadine.

La presa di posizione entra poi nel merito delle risorse economiche. Il documento mette infatti a confronto i circa 61.000 euro destinati alla rassegna con i fondi previsti dal bando triennale 2025-2027 attraverso il quale il Comune sostiene le principali realtà culturali forlivesi.

Il bando mette annualmente a disposizione 400.000 euro, ripartiti tra 23 soggetti selezionati da una commissione sulla base di criteri pubblici e sottoposti a obblighi di rendicontazione. Di questi, 60.000 euro sono destinati all’intero comparto delle arti cinematografiche e audiovisive, suddivisi tra tre festival, mentre 40.000 euro finanziano sette soggetti dell’area letteratura, filosofia, storia, scienze e arte.

«La domanda è aritmetica», osservano i firmatari, chiedendosi quale messaggio venga trasmesso agli operatori che partecipano ai bandi pubblici, rispettano procedure, criteri di selezione e rendicontazioni, se un singolo affidamento diretto può disporre di risorse analoghe o persino superiori a quelle assegnate a interi comparti culturali.

Per le associazioni, la vicenda va oltre il singolo evento cinematografico e rappresenta un precedente che riguarda l’intero sistema di sostegno alla cultura cittadina. Da qui la richiesta di aprire una riflessione sulle modalità con cui vengono assunte decisioni e distribuite le risorse pubbliche.

Nel documento viene comunque ribadito che il rilievo non è rivolto all’operatore che ha ricevuto l’incarico, il quale «ha legittimamente risposto a una richiesta dell’Amministrazione», né alla rassegna stessa, definita «un’occasione di rilievo per qualità, partecipazione e importanza per la città». Proprio per evitare strumentalizzazioni, spiegano i firmatari, si è scelto di attendere la conclusione della manifestazione prima di rendere pubbliche le proprie osservazioni.

Le richieste rivolte al Comune sono tre: rendere pubblici i criteri con cui vengono individuati gli operatori da invitare nelle procedure di affidamento; prevedere, prima di futuri affidamenti diretti, avvisi di manifestazione d’interesse aperti a tutte le realtà del territorio; istituire un tavolo permanente di confronto tra Amministrazione e operatori culturali per verificare la coerenza tra il sistema dei bandi pubblici e quello degli affidamenti diretti.

L’appello è indirizzato all’Amministrazione comunale e, in particolare, al vicesindaco e assessore alla Cultura Vincenzo Bongiorno, dal quale le associazioni confidano di ricevere una risposta nel segno del dialogo.

La nota è sottoscritta da Sunset e Tiresia Media (Meet the Docs! Forlì Film Fest), Sedicicorto International Film Festival, Città di Ebla, Spazi Indecisi, Collettivo Monnalisa, Zardin, Onde Urbane, Masque Teatro, Un secco no, Circolo Arci Valverde, Forlì Città Aperta e Arci Forlì.

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Staff 4live
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