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Esercito, rastrellamenti e remigrazione: la Forlì più sicura nella proposta di Vinicio Pala

Di Franco D'Emilio Leggilo in 10 minuto
Aggiornato: 12 agosto 2026
Esercito, rastrellamenti e remigrazione: la Forlì più sicura nella proposta di Vinicio Pala

Consigliere Vinicio Pala, lei sostiene e rappresenta in Consiglio Comunale Futuro Nazionale, partito recentemente fondato da Roberto Vannacci e, al momento, pur se solo virtualmente nei sondaggi, stimato in continua crescita di consenso. Oggi con questa intervista le chiediamo di esporre una sua proposta a tutela della sicurezza dei forlivesi: dunque, a suo dire, grave od emergenziale a Forlì il pericolo per la tranquilla quotidianità dei forlivesi?

«La tranquilla quotidianità dei forlivesi, purtroppo, non esiste più come un tempo. Lo constato ogni giorno attraverso le numerose lamentele e preoccupazioni che raccolgo direttamente dai miei concittadini, ma è una sensazione che avverto anch’io personalmente: quando mi muovo per la città, mi accorgo di prestare un’attenzione a ciò che mi circonda che fino a qualche anno fa non avrei ritenuto necessaria. Quando cambia in questo modo la percezione della propria sicurezza e cambia persino il modo di vivere gli spazi della propria città, significa che il problema non può più essere minimizzato. A mio giudizio siamo arrivati a una situazione che deve essere considerata emergenziale e che richiede risposte concrete

La sicurezza è un diritto imprescindibile e un bene pubblico della comunità a garanzia, innanzitutto, dell’incolumità fisica, poi della proprietà privata e, ancora di più, del sereno svolgimento della vita civile: su questa tematica cosa ritiene che, in modo particolare, caratterizzi le posizioni di Futuro Nazionale, meritando l’attenzione degli elettori?

«La sicurezza è un diritto imprescindibile. Noi abbiamo certamente dei doveri nei confronti dello Stato e della comunità, ma abbiamo anche diritti che devono essere rispettati e garantiti: il diritto di proteggere le nostre famiglie, le nostre case, le nostre aziende e ciò che abbiamo costruito con il lavoro di una vita. Penso, ad esempio, alla vicenda dell’imprenditore Mario Roggero, che ha profondamente colpito l’opinione pubblica. Al di là delle valutazioni giudiziarie sul singolo caso, trovo drammatico che un cittadino che apre ogni mattina la propria attività possa trovarsi nella condizione di dover fronteggiare l’irruzione di delinquenti e temere per sé, per i propri familiari e per ciò che possiede. È anche su questo che Futuro Nazionale vuole segnare una differenza: noi ci batteremo perché accanto ai doveri tornino ad essere riconosciuti con forza i diritti delle persone oneste. E tra questi vi è il diritto fondamentale di vivere senza paura e di vedere realmente tutelate la propria casa, la propria famiglia, la propria attività e la propria proprietà dalle aggressioni della criminalità

Considerando il suo continuo e cordiale confronto con la gente, quale percezione di pericolo per la propria sicurezza registra nei forlivesi? Cosa non va, allora, nella nostra Forlì, quali le zone e le dinamiche critiche della sicurezza cittadina?

«È vero, mi confronto quotidianamente con i miei concittadini, con gli imprenditori e con chi vive e lavora a Forlì, e la percezione che raccolgo è quella di una città nella quale si è progressivamente perduta la tranquillità. C’è un senso di paura e di disagio che ormai incide persino sulle abitudini delle persone: molti evitano determinate strade, rinunciano a frequentare il centro o la nostra stessa piazza soprattutto in alcune ore della giornata. Ma sarebbe un errore pensare che il problema riguardi soltanto il centro storico. Anche i quartieri sono continuamente interessati da segnalazioni di furti, episodi di microcriminalità e gruppi di giovani che si spostano da una zona all’altra della città. Penso al Ronco, a Ca’ Ossi, all’Ospedaletto e ad altre aree nelle quali i residenti ci rappresentano situazioni analoghe. Per questo oggi non basta più concentrare l’attenzione esclusivamente sul centro: occorre riportare una presenza visibile e costante anche nei quartieri. I cittadini chiedono di poter tornare a vivere liberamente la propria città, e credo che abbiamo il dovere di dare loro una risposta concreta

Giudica l’immigrazione rischiosa per la sicurezza di tutta la città, compresi quella degli immigrati integrati e onesti? Cosa pensa di certo squallido sfruttamento da parte di disonesti forlivesi sulla condizione abitativa degli immigrati a Forlì?

«Sì, ritengo che l’immigrazione clandestina rappresenti un problema di sicurezza non soltanto per Forlì, ma per l’intero Paese. Altra cosa sono gli immigrati regolari, onesti e realmente integrati: persone che lavorano, rispettano le nostre leggi, si comportano correttamente e hanno scelto di inserirsi nella nostra comunità assimilando la nostra cultura romana e cristiana. Per loro non ho alcuna preclusione. Per chi invece vive illegalmente sul nostro territorio, condivido la linea indicata dal Generale Vannacci: deve essere rimpatriato nel proprio Paese con una politica sistematica di remigrazione. C’è poi un’altra questione sulla quale credo occorra essere altrettanto severi: quella di chi specula sull’immigrazione irregolare. Se proprietari italiani affittano consapevolmente immobili a persone prive dei requisiti di legge, magari lucrando proprio sulla loro condizione di precarietà, non possono essere considerati estranei al problema. Nei confronti di queste condotte servono controlli rigorosi e sanzioni economiche realmente dissuasive. Personalmente auspico anche una legislazione molto più severa che, nei casi più gravi e accertati dall’autorità competente, consenta misure patrimoniali sull’immobile utilizzato sistematicamente per queste attività. Non è accettabile chiedere fermezza contro l’immigrazione clandestina e poi tollerare che qualcuno, italiano o straniero che sia, ne tragga consapevolmente profitto.»

Ritiene che il Comune di Forlì con la sua Polizia Locale sappia monitorare la sicurezza dei cittadini, pure in sinergia con le autorità e le forze di polizia statali dell’ordine pubblico?

«Ritengo che la nostra Polizia Locale stia svolgendo un ottimo lavoro e credo sia giusto riconoscerlo. Penso, in particolare, ai controlli sulle abitazioni e sulle situazioni di irregolarità abitativa, un’attività importante per contrastare quei fenomeni di degrado e illegalità dei quali abbiamo parlato. Il mio invito è quindi a proseguire ed anzi intensificare enormemente questi controlli attuando un vero e proprio rastrellamento capillare del territorio e del centro storico, continuando il lavoro portato avanti insieme all’assessore Bartolini, in coordinamento con le altre forze dell’ordine. La sicurezza richiede presenza sul campo, controlli costanti e collaborazione tra tutte le istituzioni competenti. Su questa strada bisogna continuare, perché soltanto intervenendo sulle singole situazioni di illegalità possiamo progressivamente estirpare quei fenomeni che oggi interessano il centro e, sempre più spesso, anche i nostri quartieri

Quanto giudica efficace l’attività cittadina di videosorveglianza?

«Giudico molto efficace l’attività di videosorveglianza presente a Forlì. La città dispone oggi di una copertura importante, che consente di monitorare molte aree e rappresenta uno strumento prezioso a disposizione delle forze dell’ordine. Le telecamere non hanno soltanto una funzione preventiva e deterrente: possono fornire un contributo determinante nell’individuazione degli autori di reati e nella ricostruzione degli episodi criminosi. Per questo ritengo che il sistema debba essere mantenuto efficiente e, dove necessario, ulteriormente potenziato, soprattutto nelle zone nelle quali emergono nuove criticità

Quale, dunque, la sua complessiva proposta migliorativa e quali, se nei suoi auspici, i provvedimenti più significativi che la caratterizzano? Lei auspica, fra l’altro, a Forlì l’impiego dell’Esercito, con quale protocollo e per quali finalità?

«Alle nostre forze dell’ordine va innanzitutto il mio ringraziamento, perché ogni giorno sono impegnate sul territorio nel contrasto alla criminalità, spesso con risorse che non sono proporzionate alla quantità di interventi richiesti. Proprio per questo sono favorevole all’impiego dell’Esercito e condivido pienamente la proposta avanzata dal direttore di Confcommercio Alberto Zattini. E sia chiaro: non significa militarizzare Forlì. Significa utilizzare uomini e donne delle nostre Forze Armate per presidiare alcuni punti particolarmente sensibili della città, liberando al tempo stesso risorse delle Forze dell’Ordine per le attività operative e investigative che soltanto loro possono svolgere. Penso alla stazione ferroviaria, alla zona dei Portici, a Piazza Saffi, al centro storico e alle principali vie di accesso alla piazza. Una presenza visibile dell’Esercito in questi luoghi avrebbe una funzione di presidio e deterrenza e potrebbe rappresentare un supporto importante all’attività della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della stessa Polizia Locale. Non chiediamo una città militarizzata: chiediamo una città maggiormente presidiata. Sono due cose profondamente diverse. Vedere lo Stato presente nei luoghi più delicati significa aumentare la sicurezza reale e, nello stesso tempo, restituire tranquillità ai cittadini

Futuro Nazionale viene giudicato partito di destra autoritario, antidemocratico e razzista; lei stesso non ha mai rinnegato la sua provenienza dalla tradizione, dall’impegno missino e condivide l’impegno in Futuro Nazionale con Francesco Minutillo, irriducibile della destra radicale italiana: pensa che la sua proposta di maggior sicurezza per i forlivesi possa tacciarsi di repressione neofascista?

«Assolutamente no. Futuro Nazionale non è un partito autoritario, non è antidemocratico e tantomeno razzista. Noi diciamo una cosa molto semplice: chi viene in Italia, rispetta le nostre leggi, lavora, si integra nella cultura cristiana italiana e rispetta la nostra comunità è il benvenuto. Chi invece viene nel nostro Paese per delinquere deve rispondere delle proprie azioni con pene certe e, quando ne ricorrano le condizioni, essere remigrato nel proprio Paese. Quanto all’Avv. Minutillo, ci conosciamo e ci stimiamo da molti anni. Non vedo certamente in lui un pericolo di “repressione neofascista”: vedo, al contrario, una persona proiettata verso il futuro, con idee molto chiare e con la quale condivido la volontà di restituire sicurezza e tranquillità non soltanto alla nostra amata Forlì, ma al Paese. Io stesso provengo dalla storia della destra italiana e non ho mai avuto motivo di nasconderlo. Ma proprio perché conosco quella storia so distinguere la caricatura ideologica dalla realtà. Chiedere legalità, sicurezza, certezza della pena e rispetto delle regole non significa essere autoritari: significa chiedere che lo Stato torni a svolgere fino in fondo il proprio compito. Oggi avverto, come tanti cittadini, che abbiamo perso il controllo di fenomeni che incidono profondamente sulla nostra sicurezza e sulla nostra identità. È su questo terreno che, insieme all’Avv. Minutillo e a Futuro Nazionale, intendo portare avanti battaglie concrete e credo che potremo fare un ottimo lavoro

Con la sua proposta, a nome di Futuro Nazionale, sulla sicurezza della città di Forlì lei si colloca alleato od oppositore dell’attuale giunta di centrodestra Zattini?

«Ho detto in Consiglio Comunale che la mia adesione a Futuro Nazionale Vannacci non costituisce né un indebolimento né un rafforzamento per la Giunta e la maggioranza. Credo sia doveroso riconoscere ciò che viene fatto bene e al contempo essere stimolo per quello che manca o non è ottimale. La nascita di Futuro Nazionale non deve essere interpretata come un problema per questa Amministrazione. Non siamo qui per creare difficoltà alla Giunta e tantomeno per chiedere incarichi, assessorati o posizioni. Questa Amministrazione è espressione di una coalizione di centrodestra che ha ricevuto il mandato degli elettori e ad essa spetta l’onere di amministrare fino alla conclusione del proprio mandato. Naturalmente Futuro Nazionale ha una propria identità e una propria autonomia politica. Sosterremo senza esitazioni i provvedimenti che riterremo utili per Forlì e, se dovessero esserci proposte che non condividiamo, esprimeremo altrettanto chiaramente il nostro dissenso, sempre attraverso il confronto e il dialogo. Il nostro auspicio, guardando al futuro, è che la sinistra non torni mai più a governare Forlì e che Futuro Nazionale possa dare il proprio contributo con le proprie idee e con il consenso che saprà conquistarsi tra i cittadini. Non ci interessa fare opposizione per principio: ci interessa fare bene alla nostra città

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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