Scoppia la polemica a Meldola all’indomani dell’approvazione del nuovo regolamento per l’assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), votato durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale dello scorso 11 agosto.
Oggetto dello scontro è la decisione dell’Amministrazione di azzerare completamente il punteggio legato all’anzianità di residenza sul territorio locale, una misura duramente contestata dal gruppo di opposizione Noi Meldolesi.
I consiglieri di minoranza avevano tentato di mediare presentando un emendamento — promosso dal consigliere Riccardo Samuele Cappelli — che proponeva l’assegnazione di un singolo punto di premialità a chiunque risultasse residente da almeno vent’anni, ma la proposta è stata respinta dalla maggioranza.
Alla base della contestazione vi è una marcata divergenza sull’interpretazione della normativa e sulle conseguenze pratiche per la cittadinanza. Secondo la ricostruzione di Noi Meldolesi, il nuovo criterio rischia di penalizzare chi vive e contribuisce alla comunità locale da decenni ma si trova improvvisamente in condizione di emergenza abitativa, il quale non vedrà riconosciuto alcun punteggio storico e potrà così essere scavalcato da chi non ha mai risieduto nel Comune.
La minoranza respinge inoltre la tesi della maggioranza, che ha giustificato il taglio richiamando i vincoli imposti dalla sentenza n. 1/2026 della Corte Costituzionale. Per l’opposizione, la Consulta si è limitata a censurare l’uso del radicamento territoriale come elemento discriminatorio preminente rispetto al reale stato di bisogno, senza però vietare una valorizzazione contenuta e residuale della residenza prolungata.
La scelta di bocciare l’emendamento viene quindi definita dal gruppo un atto di chiara natura politica, piuttosto che un adempimento burocratico o giuridico ineludibile, con la promessa di continuare a far valere le istanze della comunità locale nelle prossime sedi di confronto.