Il Comitato NoMegastore Forlì torna a puntare il dito contro le trasformazioni urbanistiche e industriali in corso sul territorio cittadino, denunciando quella che definisce una progressiva perdita di controllo nella pianificazione del territorio e chiedendo maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte che riguardano nuovi insediamenti e impianti.
Nel mirino del comitato ci sono i progetti per tre impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili previsti nella zona nord della città, un’area che, secondo i promotori della protesta, è storicamente vocata a un’agricoltura di qualità e già interessata dalla presenza degli inceneritori e del biodigestore, oltre a essere considerata a rischio alluvione.
Il Comitato precisa di non essere contrario allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma sostiene che la loro localizzazione debba essere pianificata con criteri più equilibrati e accompagnata da adeguate compensazioni per i territori maggiormente interessati.
Secondo il NoMegastore, le istituzioni erano a conoscenza dei progetti da oltre un anno, ma la popolazione sarebbe stata informata soltanto attraverso i comunicati stampa e gli articoli di giornale, caratterizzati – secondo il comitato – da un linguaggio tecnico poco accessibile ai cittadini. Da qui la richiesta di una maggiore trasparenza e di un percorso di informazione preventiva rivolto ai residenti.
A sostegno della propria posizione il comitato cita l’esempio del Comune di Nogarole Rocca, dove, in occasione di un progetto analogo, il Consiglio comunale sarebbe stato coinvolto nell’iter amministrativo ottenendo dalla società proponente specifici impegni a tutela dell’ambiente, del paesaggio e del territorio.
L’associazione critica inoltre quella che considera una crescente pressione urbanistica sulla città, tra nuove superfici commerciali, poli logistici e consumo di suolo. Secondo il Comitato, questi interventi non contribuirebbero né a contrastare i cambiamenti climatici né a ridurre il rischio idrogeologico, mentre continuerebbero a modificare profondamente il territorio.
Tra le contestazioni figura anche il ritardo nell’approvazione del Piano urbanistico generale (PUG). Il Comitato osserva come altre città dell’Emilia-Romagna abbiano già completato l’iter dello strumento urbanistico, mentre a Forlì il percorso sarebbe ancora fermo, alimentando, a suo giudizio, incertezze sulla programmazione futura.
Nelle conclusioni il NoMegastore parla di una politica che avrebbe rinunciato a governare il territorio e denuncia un consumo di suolo ritenuto eccessivo, sostenendo che i cittadini vengano lasciati senza adeguati strumenti di informazione e partecipazione sulle trasformazioni in atto.