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Forlimpopoli

Festa Artusiana da record: dopo Parma e la Sicilia tocca alla “Cucina dei perché”

Di Tommaso Di Lauro Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 30 giugno 2026
Festa Artusiana da record: dopo Parma e la Sicilia tocca alla “Cucina dei perché”

Il cibo non è soltanto nutrimento, ma un potente manifesto geopolitico capace di unire i popoli, ridisegnare le mappe della cooperazione internazionale e ridefinire le identità dei territori. È questa la forte consapevolezza emersa dalle ultime serate della Festa Artusiana di Forlimpopoli, una manifestazione che ha ormai superato i confini della pura kermesse enogastronomica locale per trasformarsi in un vero e proprio laboratorio diplomatico e culturale a cielo aperto, dove la tradizione dialoga direttamente con le grandi sfide europee.

Il palcoscenico di questa evoluzione è stata la suggestiva Corte di Casa Artusi, teatro lunedì della presentazione ufficiale del progetto europeo “Foodland – I paesaggi del cibo del Mediterraneo”. Illustrato da Marco Monesi, vicepresidente nazionale di Aiccre (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) e presidente della sezione Emilia-Romagna, il progetto vede la partecipazione attiva dell’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Milena Garavini. La prima cittadina ha rimarcato la centralità della Festa quale spazio privilegiato per l’interscambio culturale: lo stand dell’associazione sta infatti accogliendo delegazioni da tutta Italia, registrando il passaggio dei rappresentanti siciliani e, proprio in questi giorni, di quelli del Friuli Venezia Giulia.

Poco prima, sempre all’interno del polo artusiano, il focus si era spostato su temi cruciali di sostenibilità agraria durante l’incontro “Il gusto del prato – Prati stabili, biodiversità e futuro dei formaggi”. Il momento ha visto l’assegnazione dei prestigiosi Premi Marietta ad honorem 2026 a Nicola e Lorenzo Brighi, figure simbolo della tutela e della valorizzazione del patrimonio lattiero-caseario e gastronomico.

Il successo politico e teorico della rassegna ha camminato di pari passo con lo straordinario riscontro di pubblico sul fronte dell’intrattenimento e della ristorazione. Piazza Pompilio è stata letteralmente gremita per gli show cooking d’autore firmati dallo chef Alberto Rossetti, mentre nel pomeriggio la delegazione della città di Parma ha fatto visita alla struttura museale artusiana, suggellando il ruolo di Forlimpopoli come stella polare della storiografia culinaria italiana. La serata di lunedì si è poi chiusa tra le note travolgenti del concerto dei Ranaway all’Arena Verdi, cornice di un centro storico pulsante di avventori tra stand, mercati e le immancabili proposte delle Mariette.

Il fitto calendario non concede soste e si proietta verso la ricca giornata di mercoledì 1° luglio. Il programma pomeridiano e serale si preannuncia di altissimo profilo scientifico e divulgativo: alle ore 19,00 sempre a Casa Artusi, l’antropologo Marino Niola presenterà il suo ultimo volume “La cucina dei perché”, un viaggio tra i significati più profondi delle nostre abitudini alimentari. Alle ore 20,00 i fornelli di Piazza Pompilio passeranno sotto la guida della chef Carla Brigliadori, prima che il centro storico venga invaso dall’ironia itinerante dello spettacolo “El Bechin – Horror Puppets” (ore 20,45) e dalle acrobazie della performance “La Corda” con Sandro Sassi nel Fossato della Rocca (ore 21,00).

La chiusura della serata vedrà un doppio binario tra grande saggistica e musica. Alle 21,00 la Corte di Casa Artusi ospiterà Elisabetta Moro per un focus dal titolo “Una tripletta Unesco”, interamente incentrato sui prestigiosi riconoscimenti globali legati ai beni culturali e immateriali alimentari. Per gli amanti della musica, l’offerta raddoppia: dalle ore 21,00 il Music Corner risuonerà delle note swing degli Italian Jazz Cats con “Swinging Memories”, mentre l’Arena Verdi, a partire dalle ore 21,30, accoglierà le melodie de Gli Scaricatori, sigillo perfetto di un’altra giornata sospesa tra sapore, intelletto e spettacolo.

L'autore

Tommaso Di Lauro
Tommaso Di Lauro

Classe 1963, diploma in Ragioneria, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 1994. Appassionato di giornalismo e social network ha collaborato come giornalista pubblicista per la Gazzetta di Forlì, per la Gazzetta dello Sport, Corriere di Forlì e dal 2000 fino ad aprile 2013 per Il Resto del Carlino di Forlì. Da luglio 2011 è direttore di 4live.

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