Adesso basta, la misura della pazienza è colma, mi scuso dei frequenti francesismi ad ornamento di questo articolo, ma i forlivesi si sono rotti davvero le palle con il disservizio e, in particolare, con le assurde pretese di Alea, attuale, inaffidabile gestore della raccolta dei rifiuti. Con tanto preconcetto ed ostile sospetto pretende persino di sottoporre gli utenti alla vessazione dei propri, inauditi controlli da “polizia netturbina”; poi, dei propri interminabili protocolli, corredati da estenuanti elenchi, cosa e come conferire nei bidoni; infine, della propria, continua, minacciosa intimidazione punitiva con sanzioni o quant’altro di peggio contro i disgraziati, spesso anche involontari trasgressori del suo regolamento, tanto stupidamente pedante.
Inquieta che utenti, regolari nel pagamento della tassa rifiuti, insomma in pari con le bollette, tanto per dirla spiccia, siano sempre più chiamati in causa per sopperire alle palesi inefficienze di un gestore che, stando ai risultati, prevalentemente millanta per buono un servizio mediocre, carente nella sua organizzazione e per questo frequentemente dimentico dei ritiri. Un gestore che, nonostante la crescente disponibilità di IA, intelligenza artificiale, utile a rimediare alla scarsità della propria, si rivela ancora di più incapace o nolente a individuare quanti evadono la tassa rifiuti e abbandonano dove capita la propria spazzatura, perlopiù a scapito del decoro e dell’igiene della citta o, nel migliore dei casi, conferendola abusivamente nei bidoni degli utenti fessi che pagano.
Quest’ultimi, dunque, doppiamente “cornuti e mazziati”, addirittura tormentati con gran rottura di coglioni da un gestore che osa, come si dice a Roma, e qui attutisco il francesismo, “fare bella figura col culo altrui”, in questo caso quello di Pantalone che solitamente paga, sopporta e tace. Ci rendiamo conto del limite raggiunto? L’introduzione dell’Agente Accertatore, sanzionatore dei conferimenti impropri? L’uso di foto trappole per noi utenti, equiparati a regrediti primati, precursori dell’homo sapiens?
Persino, il coinvolgimento della Polizia Locale, quasi essa fosse tanto libera dagli onerosi compiti, ben più gravi, della sicurezza e del traffico? Siamo umiliati perché sorvegliati, braccati, costretti a fare tanto lavoro sporco per Alea, in nome di un ipocrita appello ecologista e ambientalista: appello che sul piano civico e politico risulta ipocritamente costrittivo e ricattatorio solamente nei confronti di noi utenti ed esclude, invece, ogni responsabilità del nostro pessimo gestore. Non possiamo rassegnarci a subire!
Una cosa e’ la reciproca collaborazione civica, altra cosa e’ l’imposizione incondizionata di una condotta nell’esclusivo interesse di un gestore che equipara i suoi utenti a passivi sudditi, zitti e mosca. Tutto questo mi richiama il film tedesco del 2006 Le vite degli altri con la polizia di stato della comunista Repubblica Democratica Tedesca, antecedente alla caduta del muro di Berlino, che spiava e controllava ogni aspetto della vita dei propri cittadini. Forse, con Alea siamo giunti ora a questa assurdità, in ritardo con la storia e il buonsenso? Perché non promuovere un’azione legale di verifica delle modalità di gestione del servizio da parte di Alea?
Franco D’Emilio