statistiche siti
giovedì 30 aprile 2026
Logo
Sarò Franco

La Giornata della Memoria, celebrazione e ricordo, nulla di più

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 26 gennaio 2025
La Giornata della Memoria, celebrazione e ricordo, nulla di più

Domani 27 gennaio, ricorrerà ancora La Giornata della Memoria, commemorativa delle vittime dell’Olocausto. Già nei giorni precedenti in tutta Italia non è mancata la collocazione di nuove pietre d’inciampo dinanzi alle abitazioni di quanti rastrellati e deportati verso i campi di sterminio nazisti; non sono altrettanto mancati numerosi incontri e dibattiti, conferenze e concerti, partecipati da intellettuali, politici e, inevitabilmente, da sopravvissuti, ormai pochi e ultranovantenni.

Addirittura, talune importanti catene di librerie hanno approntato apposite sezioni con l’offerta di tanta bibliografia, passata e recente, su quella che lo storico, naturalizzato americano, Arno Mayer ha definito la “soluzione finale” del problema ebraico nell’Europa della prima metà del ‘900. Insomma, tutto questo concorre giustamente a rinverdire, anzi meglio, a rinvigorire quella memoria storica dell’Olocausto, sempre più di fragile consistenza nella conoscenza dei giovani e sempre più scandalosamente bersaglio di rinnovato revisionismo.

Anche quest’anno, tanta ritualità commemorativa, in crescente prosieguo di quella a partire dall’istituzione della Giornata della Memoria nel 2005. Sinora, dunque, sono prevalsi celebrazione e ricordo, davvero insufficienti, però, a sospingere la terza finalità, quella più attuale e di prospettiva futura: la continuità, certo critica e riflessiva, ma soprattutto operativa contro l’odierno, ricorrente e sempre in agguato lurido fenomeno del razzismo, dell’antisemitismo e della più vasta discriminazione sociale e politica.

Si è coltivata poco questa terza finalità, questa continuità, della quale la Giornata della Memoria dovrebbe, a mio parere, costituire la doverosa sollecitazione: invece, la ricorrenza del 27 gennaio è stata confinata, direi assolutizzata nella ritualità della celebrazione e del ricordo della persecuzione antiebraica e, così, pure confusa, a bella posta e in modo tanto astorico, con il corrente, violento antiebraismo di mano araba contro lo Stato d’Israele. Questo limite segna, indelebilmente e trasversalmente, da destra a sinistra, tutta la cultura e la politica, evidenziandone spesso tanta equivoca contraddittorietà.

La sinistra: da una parte, commemora la Giornata della Memoria nel quadro della lotta al nazifascismo e ai suoi attuali nostalgici; dall’altra, fa pari con il suo manifesto appoggio alla lotta palestinese contro Israele e la sua democrazia. La destra: da un lato, prende le distanze, forse solo tattiche, dall’orrore dell’antisemitismo nazifascista; dall’altro, mantiene, neppure smentisce suoi legami con la destra più autoritaria, razzista e xenofoba.

Quindi, lunedì prossimo, Giornata della Memoria, tanto celebrativa e rituale quanto di pressoché nessuna, concreta attualizzazione e promozione di lotta ai mali divisivi della società contemporanea. Poi, dopo lunedì, ci metteremo in attesa del Giorno del Ricordo, ricorrente il 10 febbraio in memoria dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. Altro momento di celebrazione e ricordo: nulla di più.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

Newsletter 4live

Rimani aggiornato con le ultime notizie da Forlì e provincia.

Articoli correlati